Giulini: «I tesserati hanno rinunciato ad una parte del loro ingaggio. Calciomercato? Valutiamo»

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© foto CagliariNews24.com

Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini, ospite di Videolina, ha parlato della situazione che sta attraversando il calcio italiano

Ospite della trasmissione televisiva Monitor in onda su Videolina, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha parlato della situazione che sta attraversando il calcio italiano a causa dell’emergenza sanitaria per il Covid-19. Ecco le sue parole.

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LE DICHIARAZIONI«Io sto bene, sono privilegiato – dice Giulini  Sono a casa mia a Villasimius con la mia famiglia. Mi sposto per il minimo indispensabile tra Asseminello e Macchiareddu. Faccio fatica a parlare di calcio in questa situazione».

RIPARTIRE O NO «Credo che in questo momento ci sono state tante dichiarazioni fuori luogo. Gran parte del calcio ha dato una pessima idea di sé. Ci sono pro e contro. Il vantaggio di finire vuol dire evitare polemiche e ricorsi. Per me poi vorrebbe dire anche richiamare tanti lavoratori e dipendenti. Il primo pensiero va a loro. Prima si riparte meglio è. Gli svantaggi sono che se si dovesse ripartire sarà a porte chiuse e chiaramente i rischi di dover ripartire con protocolli meticolosi. Non so come si comporterà per esempio la Sardegna con i turisti. Non vorrei che fosse il Cagliari a riportare il Coronavirus in Sardegna. Se solo una squadra dovesse avere un contagiato, accumuleremo danni su danni. Purtroppo in questo momento molti presidenti pensano ai propri interessi. Noi vorremo capire cosa vogliono i tifosi, perché senza di loro il calcio non esiste».

STIPENDI«Noto un grande senso di responsabilità. Tutti i tesserati hanno dato grande disponibilità, rinunciando ad una mensilità. Questo ci aiuta a coprire le perdite, esclusi i diritti televisivi perché speriamo di poter recuperare le partite. Senza diritti tv, non basterebbe una mensilità. Non so cosa la Juventus possa spostare nel prossimo bilancio. Noi in questo momento abbiamo la volontà dei tesserati di rinunciare alla mensilità. Molti ci hanno chiesto per primi come potevano aiutare il Cagliari».

NAZIONALI«Le nazionali in questo momento sono l’ultimo dei problemi. Devono ripartire i club. Senza club, le nazionali non esisterebbero perché sono loro che pagano i giocatori. Spero che ci siano meno pause possibili per le nazionali. E spero siano anche i giocatori a capire di poter rinunciare alle nazionali, come hanno fatto in passato Nandez e Klavan. Poi se Cragno e Pavoletti andranno all’Europeo perché hanno fatto una grande stagione con il Cagliari saremo contenti per loro. Se la Premier ha idea di quando si potrà ripartire, buon per loro. Noi non lo sappiamo. Difficile dare una data oggi. Ho letto dichiarazioni dei miei colleghi vergognose. L’unica cosa chiara sono i sacrifici di medici e infermieri».

CALCIOMERCATO«Calciomercato? Stiamo facendo delle valutazioni. Ci sono diversi giocatori in prestito che stanno facendo bene. Sarà probabilmente un mercato fatto di scambi, molto più povero rispetto al passato. I grandi club che fanno la Champions dovranno fare un grande colpo, ma senza prende altri giocatori di alto livello. Il nostro sarà un mercato complicato e poco spumeggiante. Proveremo a fare una squadra che possa fare una bella figura. Ci auguriamo di giocare queste 13 partite anche per capire come proseguire a livello di rosa».

NAINGGOLAN«Permanenza di Nainggolan? Se ci saranno le condizioni, Radja ha dimostrato quest’anno quanto sia importante per questa squadra. È una trattativa complicatissima. Con questa situazione è difficile dire se rimarrà o meno».

CELEBRAZIONI«Avevamo pensato a qualcosa per i 50 anni per lo scudetto, ma purtroppo sarà cancellata. A fine maggio avevamo previsto un’amichevole con le vecchie glorie della Nazionale. Questo però era all’interno di un accordo con la Nazionale che doveva fare un’amichevole alla Sardegna Arena. L’amichevole è saltata, ma difficile che a fine maggio si possa riempire uno stadio per festeggiare. Oggi è utopia».

NUOVO STADIO«Sì, la situazione cambia. Pensavamo alla costruzione di uno stadio con spazi commerciali, ma oggi è impensabile in un momento in cui si rischia la recessione. Oggi dobbiamo sostenere commercianti e piccole imprese, impensabile aprire nuovi spazi commerciali. Non mi sembra la cosa più intelligente per la città. Prima la Regione ci confermerà questo, prima potremo costruire lo stadio e basta. Ricordo che non sarà uno stadio di proprietà. Siamo nelle mani della pubblica amministrazione».

ULTIMO MESSAGGIO – «La speranza è che prima di luglio e agosto si possa tornare alla normalità. Mi auguro più di tutto di rivedere lo stadio pieno con i tifosi ad esultare per i gol del Cagliari. Da una parte vorrei rigiocare domani, dall’altra penso alle tante vittime. Difficile dare un giudizio, lo lascio in mano ai tifosi e capire se vogliono terminare la stagione o pensare alla prossima stagione», chiude Giulini.