Cagliari, si salva solo la Corea del Nord

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La prestazione di Han Kwang-Song è stata l’unica nota positiva per il Cagliari in una serata da dimenticare

C’è poco da salvare nel lunedì sera del Cagliari. Il 5-0 consecutivo subìto in casa contro il Napoli lascia un segno indelebile. L’unica nota positiva – se è possibile trovarne una – è la prestazione di Han Kwang-Song. Diego Lopez l’ha lanciato per la prima volta titolare nel suo 3-4-1-2, con l’obiettivo di sfruttare la sua velocità e il suo dribbling per mettere in difficoltà il Napoli. E a dire il vero, ogni volta che il nordcoreano ha toccato il pallone ha sempre fatto bene, con giocate che hanno incantato la Sardegna Arena, riuscendo tra l’altro ad impensierire e saltare spesso Koulibaly, uno dei migliori difensori del campionato. Si spiegano così i fischi al momento del cambio, quando il tecnico uruguaiano ha tolto il migliore in campo dei rossoblù per sostituirlo con Andrea Cossu. Far entrare un centrocampista per attaccante quando stai perdendo non trasmette proprio voglia di rimonta. L’ora abbondante di gioco è stata comunque positiva e sufficiente per Han, all’esordio assoluto da titolare con la maglia del Cagliari.

LA PARTITA – Il nordcoreano era arrivato negli ultimi istanti del mercato di gennaio, per sopperire alle partenze (poi sfumate) di Giannetti e Farias. Guardando i suoi primi veri minuti da quando è tornato in rossoblù ci si chiede del bisogno di cederlo in prestito al Perugia. Sicuri che non avrebbe trovato spazio in Sardegna? Nella prima mezz’ora di ieri, quando il Cagliari è riuscito a creare più di una occasione da gol, è sembrato il partner ideale di Leonardo Pavoletti, con cui scambiare palla a terra, crossare e sfruttare gli spazi creati dal centravanti toscano per inserirsi e colpire. Certo, il copione ha funzionato per soli 29′, prima che i rossoblù si sciogliessero come burro sotto i colpi della capolista del campionato.

ANCORA IN CAMPO – In vista delle prossime gare, però, sembra impossibile tenerlo fuori. La sostituzione è stata spiegata a fine partita con un fastidio al polpaccio del classe 1998 di Pyongyang. Ma se sta bene Lopez sembra praticamente obbligato a sfruttare le sue doti. Già nella scorsa stagione si era subito fatto apprezzare dai tifosi, conquistandoli sul campo. La timidezza mostrata davanti a microfoni e telecamera sparisce una volta che si allaccia gli scarpini e indossa la maglia rossoblù numero 32. Le giocate di personalità viste contro la prima della classe dovrà mostrarle di nuovo, in modo più concreto, nelle prossime decisive gare per la salvezza.

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