Cagliari, mai subiti così tanti gol dopo 12 giornate di Serie A

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C’è chi guarda solo ai punti fatti, chi si limita alle reti subite. I due dati, incredibilmente distanti, creano una spaccatura netta fra i tifosi e rendono l’andamento dei rossoblù in questo primo quarto di campionato a dir poco schizofrenico. I 16 punti in classifica raccolti dal Cagliari sono bottino importante e mettono la squadra al sicuro da preoccupazioni immediate circa l’obiettivo stagionale della salvezza, ma al tempo stesso sono troppe le volte in cui la formazione di Rastelli è finita in balìa degli avversari subendo goleade da record o quasi.

MAI COSI’ MALE DIETRO – 29 gol subiti in 12 partite rappresentano per la difesa rossoblù il peggior avvio assoluto nei campionati giocati in Serie A. Bisogna tornare a diciassette anni fa per trovare un risultato simile, per quanto meno clamoroso dell’attuale. Allora, correva la stagione 1999/2000, il Cagliari partì con Tabarez e dopo sole quattro giornate si affidò a Ulivieri: nella prima dozzina di turni furono 24 i gol incassati, precisamente due a partita, con un computo di punti decisamente inferiore all’attuale e una retrocessione che aspettava a fine torneo. Oggi la situazione in classifica è molto più confortante, ma resta il dato clamoroso di 2,4 reti subite a partita.

 

DUE FACCE – Analizzando lo scorrimento delle prime dodici giornate emerge la facilità con cui la squadra di Rastelli entra in black out al cospetto di avversari più attrezzati, in special modo in trasferta. Juventus, Lazio e Torino fuori – con l’aggiunta della Fiorentina al Sant’Elia – hanno mandato alle spalle di Storari ben 18 palloni in quattro gare, ossia 4,5 a partita. Un rendimento, quello contro le grandi o quasi del torneo, che non annacqua la classifica ma che fa scattare un campanello d’allarme importante circa la solidità della squadra rossoblù e soprattutto la capacità di non perdere completamente la bussola. Due aspetti che coinvolgono l’assetto tattico (evidente la mancanza di filtro in certe partite e spiazzante la scelta del modulo di ieri a Torino) ma anche la serenità dei singoli, sono troppi infatti gli errori individuali gravi che continuano a ripetersi quando le partite sembrano fuori portata.

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