Cagliari, la fine di un ciclo

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Con le partenze di Daniele Dessena e Marco Sau a Cagliari si è chiuso definitivamente un ciclo: erano gli ultimi due giocatori dell’era Cellino

A Cagliari si può dire che è definitivamente terminato un ciclo. Gli ultimi superstiti dell’era Massimo Cellino hanno salutato la Sardegna in questa sessione invernale. Daniele Dessena ha scelto Brescia, raggiungendo proprio l’ex presidente rossoblù. Marco Sau, nonostante la tentazione delle rondinelle, si è accasato nell’ultimo giorno di mercato alla Sampdoria di Marco Giampaolo, allenatore che conosce bene Cellino. Barella, Deiola e il più esperto Aresti erano nella giovanili rossoblù quando l’imprenditore di Sanluri era a capo del club sardo. Dessena e Sau, però sono stati due dei giocatori più rappresentativi dell’ultimo periodo della sua presidenza.

FINE DI UN CICLO – Si può dunque dire che un ciclo importante è terminato. Il processo, probabilmente iniziato con il ritiro di Conti nel 2015, sembra essersi definitivamente completato. Sau e Dessena rappresentavano e rappresentano una parte importante della storia recente del Cagliari. Non è stato facile separarsi da due che hanno dato tutto per la maglia, che hanno firmato imprese importanti. Bisogna dire però che nell’ultima stagione e mezzo (se non qualcosa in più) i due erano diventati le ombre dei giocatori che i tifosi rossoblù avevano apprezzato. Meglio dunque lasciare un buon ricordo e cercare nuove fortune.

NUOVI CAPITANI – Per un ciclo che si chiude, ce n’è un altro che inizia. Senza Dessena e Sau, Luca Ceppitelli diventa – salvo nuove scelte – il nuovo capitano del Cagliari. Una fascia indossata più volte, viste le sporadiche apparizioni degli altri due effettivi. Nicolò Barella, invece, viene promosso ufficialmente a vice.

NUOVO CICLO – Il ciclo Maran, in realtà, è già iniziato da quest’estate e la società ha confermato di voler puntare sul tecnico accontentando le sue richieste. Castro in estate, Birsa a gennaio e per ultimo Cacciatore, altro suo fedelissimo. Il Cagliari punta a mantenere la categoria anche grazie alla forza degli esperti. Ma con l’età media della rosa che aumenta (vedi Thereau), il nuovo ciclo rischia di essere già vecchio.

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