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Cagliari Deiola, nascere senza i piedi buoni: una vita da mediano

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Alessandro Deiola ha preso una sua rivincita verso chi metteva in dubbio il suo valore in Serie A

Chi ama il calcio lo fa sognando il bel gioco, il fraseggio, il dribbling. La classe dei grandi campioni. Ma poi, inevitabilmente senza volerlo, finisce per legarsi ai calciatori a cui madre natura non ha regalato i “piedi buoni” ma che compensano con grinta, attaccamento alla maglia e umiltà. È il caso di Alessandro Deiola. Il centrocampista di San Gavino non avrà mai la qualità e gli strappi di Rog, la velocità nello stretto di Nandez o la botta da fuori di Nainggolan. Ma compensa con le caratteristiche che fanno di lui un elemento essenziale per quell’equilibrio fragile ritrovato da Walter Mazzarri.

Deiola quindi rappresenta la rivincita della classe operaia del pallone nata “senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni. Una vita da mediano, in chi segna sempre poco e il pallone deve darlo a chi finalizza il gioco”. L’umiltà che sfocia quasi in timidezza nelle interviste gli permette di lavorare su stesso ed essere conscio dei suoi limiti: pochi fronzoli, concretezza e legna per un Cagliari operaio e maledettamente pragmatico. Come il suo condottiero Walter Mazzarri.

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