Cagliari, dall’euforia al malumore: la sindrome di Icaro

nainggolan cagliari giudice sportivo
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Quarto in classifica a metà dicembre e osannato a livello nazionale, il Cagliari ha smesso di funzionare e scivola verso l’anonimato

La mitologia ci racconta l’arcinota vicenda di Icaro, che pagò a caro prezzo l’aver voluto volare troppo in alto. Avvicinarsi al sole può causare un’euforica ebrezza ma anche sciogliere la cera che tiene insieme le ali, causando una inevitabile e rovinosa picchiata. Il Cagliari del centenario sta suo malgrado interpretando in modo magistrale il ruolo dell’aspirante volatore, le conseguenze ieri hanno dato vita alla prima vera contestazione di questa stagione. Se a metà dicembre la squadra di Maran era al quarto posto, non perdeva mai e raccoglieva tutto quel che seminava (anche con gli interessi), oggi non vince da oltre due mesi e conosce una dimensione di classifica molto meno esaltante.

Il tecnico rossoblù fra le ragioni del crollo verticale ha posto anche le alte aspettative create da quel giocattolo perfetto ma a orologeria. Troppa pressione evidentemente, seppure l’impressione in autunno fosse quella di un gruppo che sapeva alzare progressivamente l’asticella con sorprendente disinvoltura. Quello che è sotto gli occhi di tutti è la brusca mancanza di fiducia nei propri mezzi che ha colpito i giocatori. Due mesi e mezzo fa le giocate riuscivano in scioltezza e se ne provavano di ardite e letali; oggi si preferisce il passaggio sicuro ma innocuo, sterilizzando il gioco e rendendo la manovra impalpabile.

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Era troppo quel che si otteneva nel periodo magico? La classifica attuale fa la media fra l’oro e il carbone assegnando ai rossoblù una dimensione realistica? Lo diranno i numeri a fine stagione, ma intanto urge un cambio di marcia per non farsi travolgere ulteriormente dalla crisi. C’è molto da lavorare nella settimana che porta alla prossima partita, tanto da ricostruire e rinvigorire soprattutto nella testa. Anche perché i rossoblù andranno al Bentegodi per fare visita a un Verona che ha letteralmente preso il posto del Cagliari nella parte di sorpresa/rivelazione del campionato. Una gara da prendere come una sfida contro se stessi, cercando di ritrovare quello spirito che da due mesi latita.

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