Albertosi: «Lo scudetto di Cagliari non è paragonabile a nessun’altra vittoria»

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L’eco di ciò che è accaduto in quel pomeriggio del 12 aprile 1970 è ancora vivo, e già questo rende l’idea dell’impresa compiuta quarantasei anni fa dal Cagliari di Scopigno, che superando il Bari all’Amsicora festeggiò il primo (ed unico, finora) scudetto della sua storia. Tra i pali di quel Cagliari c’era Albertosi, protagonista del record di reti subìte in campionato (appena 11), ancora oggi ineguagliato.

 

A quarantasei anni esatti da quel pomeriggio l’ex portiere rossoblù ha raccontato le sue emozioni: «Io non sono un emotivo per natura, per cui riuscii a reggere la tensione e l’emozione della vigilia. All’interno dello spogliatoio, invece, qualche mio compagno era visibilmente teso ed emozionato. I sacrifici e i sogni nostri e di tutto il popolo sardo in 90 minuti. Scendendo in campo avremmo vinto matematicamente lo scudetto, era la gara della vita per molti di noi. Per fortuna a questa tensione si accompagnò anche una grande determinazione. In campo mostrammo grinta fin da subito e i gol di Riva e di Gori sancirono una vittoria che forse non si ripeterà più nella storia del campionato italiano, almeno a Cagliari. Rimane la gioia più grande della mia carriera, perché, ripeto, portare uno scudetto in Sardegna è un’impresa ai limiti dell’impossibile e aver dato una gioia così grande a quel popolo rende quel trionfo non paragonabile a qualsiasi altra vittoria» le sue parole a gianlucadimarzio.com.

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