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Albertosi: «Il Cagliari deve puntare agli scontri diretti. Sarà una lotta aperta» – ESCLUSIVA

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Enrico “Ricky” Albertosi, ex portiere del Cagliari e del Milan, prossimo avversario dei rossoblù, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni

In esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 ha parlato l’ex portiere del Cagliari e del Milan Enrico “Ricky” Albertosi. Le dichiarazioni dell’estremo difensore dell’eroico Scudetto rossoblù.

Lei è un doppio ex di Cagliari e Milan. Come arriva la squadra di Mazzarri alla sfida dell’Unipol Domus?

«Non arriva molto bene ma quando incontri le grandi squadre non c’è bisogno di concentrazione, il giocatore la trova per conto suo e giocando con la prima in classifica andrà in campo caricatissimo. Mi sembra che ci sia un po’ troppa differenza tra il Milan e il Cagliari di oggi. I rossoneri, se vogliono vincere il titolo, non possono lasciare nessun punto a nessuno. Anche i rossoblù hanno bisogno di punti ma non sono obbligati a vincere contro il Milan, devono vincere negli scontri diretti, soprattutto con il Venezia: è lì che devono puntare».

Un pronostico?

«Mi dispiace immensamente per il Cagliari ma credo che il Milan riuscirà a vincere».

Il Cagliari ha inaugurato il 2022 con una rinascita per poi interrompersi bruscamente: cosa, secondo lei ha portato al cambio di marcia e poi all’improvvisa involuzione?

«Il cambio di marcia a inizio anno è avvenuto un po’ perché c’è stata una campagna acquisti abbastanza valida e un po’ perché l’allenatore ha risistemato le cose. Il Cagliari che ho visto giocare a Torino ha fatto benissimo, quello visto con la Lazio non mi è piaciuto. La squadra, purtroppo, alterna partite belle ad altre meno belle. Anche quando non gioca bene, però, si deve riuscire a fare risultato. La partita con la Lazio non mi è piaciuta per niente. Quando giochi in casa non puoi mettere una punta sola: sai che la Lazio è più forte ma devi cercare di vincere. Per vincere devi cercare di giocare con due punte e invece, purtroppo, questo non avviene. Joao Pedro si sente solo, non è più quello di inizio anno. È calato nelle prestazioni: giocando da solo, tornando indietro, dando una mano a centrocampo, diventa difficile trovare lo spunto per andare a fare gol».

Come giudica la crescita di Alessio Cragno?

«A Torino l’ho visto benissimo, ha fatto due o tre parate eccezionale. Cragno non lo sto scoprendo io, è un buonissimo portiere che però tante volte si dimostra abbastanza incerto. Se il Cagliari è in questo momento salvo lo deve in parte a lui».

Cagliari-Milan sarà anche la sfida Cragno-Maignan: in cosa si differenziano?

«Maignan è molto più sicuro di sé, forse perché gioca in una grande squadra e ha una difesa eccezionale. Quando si ha una difesa del genere, così come la avevo io al tempo dello Scudetto è chiaro che sei più guascone e giochi con più tranquillità. Cragno, invece, giocherà non con la stessa tranquillità di Maignan. Sabato il Milan attaccherà, creerà delle occasioni, Alessio avrà modo di mettersi in evidenza mentre Maignan sarà molto poco impegnato».

Come arriva il Milan all’Unipol Domus?

«Arriverà caricatissimo, è primo in classifica. In casa riscontra più difficoltà che in trasferta».

Domanda secca: chi vincerà lo scudetto? Chi retrocederà?

«Mi auguro possa vincere il Milan. È difficile, è un campionato strano: sembrava che l’Inter avesse già finto facile e poi invece è incappata in risultati non positivi. Ha una partita in meno, il che potrebbe riportarla prima. Sono tutte lì, è facile recuperare. Potrebbe farcela anche la Juventus in caso di qualche passo falso delle prime. Milan e Inter hanno il 30% per uno, il 30 ce l’ha il Napoli e il 10 la Juventus. È una lotta aperta, così come per la salvezza. Salernitana e Genoa retrocederanno. Il Cagliari dovrà vedersela con Venezia e Sampdoria».

Cragno in Nazionale. Joao Pedro ha qualche possibilità?

«Non saprei. La speranza è che venga convocato e che il Cagliari dia finalmente due giocatori alla Nazionale dopo tanto tempo».

Ultima domanda: la rivelazione di questo Cagliari?

«Bellanova. Ha giocato una partita strepitosa a Bergamo e un’altra altrettanto strepitosa a Torino dove ha anche segnato».

Si ringrazia Enrico Albertosi per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.

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