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Pisacane, la salvezza porta la sua firma: il miracolo del Cagliari non è stato un caso

Pisacane, dai dubbi alla salvezza aritmetica: il tecnico ha guidato una squadra giovane, fragile e colpita dagli infortuni fino ai 40 punti
La firma decisiva, sul campo, l’ha messa Yerry Mina con il gol che ha ribaltato il Torino e consegnato ai rossoblù la salvezza aritmetica all’Unipol Domus. Ma dietro il traguardo raggiunto con una giornata d’anticipo c’è soprattutto il lavoro di Fabio Pisacane, allenatore napoletano classe 1986, alla prima esperienza su una panchina di Serie A dopo due stagioni alla guida dell’Under 19 rossoblù.
Il Cagliari ha raggiunto quota 40 punti, facendo meglio rispetto alle ultime salvezze firmate da Claudio Ranieri e Davide Nicola, entrambi fermati a 36. Un dato che racconta il valore del percorso compiuto dalla squadra, ma anche il peso della scelta del presidente Tommaso Giulini, che ha rischiato affidando la panchina a un tecnico giovane e ha finito per vincere la scommessa.
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Pisacane e una stagione senza alibi
Il cammino non è stato lineare. Il Cagliari ha attraversato momenti molto difficili, compresa una striscia negativa da due punti in otto partite, interrotta poi dalla vittoria liberatoria contro la Cremonese. In quel periodo Pisacane è finito nel mirino delle critiche, soprattutto sui social, ma non ha mai perso il controllo del gruppo.
Il tecnico ha dovuto gestire un organico non profondissimo, molti giovani e una serie pesantissima di infortuni, comprese tre rotture del crociato. Eppure non ha cercato scuse, mantenendo la squadra dentro l’obiettivo e chiedendo compattezza nei momenti più complicati.
Per l’allenatore dei sardi, la salvezza è passata da più snodi. La vittoria contro il Verona, terzo successo consecutivo, e quella contro l’Atalanta hanno rappresentato due passaggi fondamentali nella costruzione della permanenza in Serie A. Anche le difficoltà, come la trasferta di Pisa, sono state parte di un percorso affrontato senza fratture interne.
Pisacane: giovani valorizzati e futuro da chiarire
Il bilancio tecnico è evidente. Pisacane ha accompagnato la crescita di Adam Obert ha valorizzato Juan Rodriguez, ha dato spazio con coraggio a Marco Palestra, nonostante fosse di proprietà dell’Atalanta, e ha intuito il potenziale di Semih Kilicsoy capace di segnare quattro gol in quaranta giorni prima di un calo fisiologico. Ha inoltre trasformato Gianluca Gaetano in un playmaker più centrale nella manovra e ha trovato in Mendy un possibile centravanti del futuro.
Con la salvezza è scattato anche il rinnovo automatico del contratto, accompagnato da un aumento dell’ingaggio. Ma il tecnico, alla luce dei possibili cambiamenti societari e dell’ascesa del gruppo americano, preferisce mantenere prudenza.
Il Cagliari resta in Serie A e lo fa con una squadra cresciuta dentro la difficoltà. Mina ha segnato il gol decisivo, Caprile e Palestra sono diventati uomini mercato e profili da Nazionale, ma la regia complessiva porta il nome di Pisacane. Una salvezza costruita con idee, resistenza e gestione. Non un caso, ma un lavoro riuscito.

