100 anni di Cagliari: dalla C alla A con Ranieri e gli uruguagi

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© foto Francescoli Cagliari

100 anni di Cagliari, la storia del club rossoblù fondato il 30 maggio del 1920. Dall’inferno al paradiso grazie a una cavalcata da sogno nel nome di Ranieri

La grande crisi degli anni ’80 rischia di far sparire il Cagliari Calcio ben prima di quota 100: gli anni sciagurati targati Amarugi e Moi culminano con i libri contabili portati in tribunale per avviare le procedure del fallimento. Ma il cuore rossoblù è indomito e il battito si riaccende quando, con l’accompagnamento del ragioniere Lucio Cordeddu, un gruppo di imprenditori sardi decide di salvare la società: fra loro Tonino Orrù, che insieme ai fratelli darà vita a un club formato famiglia ma capace di scelte che fanno riprendere il volo con prepotenza. Sulle ceneri di una squadra ormai naufragata in Serie C si decide di ripartire da alcuni uomini esperti, ai quali il direttore sportivo Carmine Longo affianca una banda di ragazzini terribili.

Restano ad esempio Ielpo, Valentini, Davin, Pulga, Coppola e capitan Bernardini; arriva un pirata del centrocampo come De Paola, ma emergono anche giovani di prospettiva quali Cappioli e il nostrano Festa. A guidare un gruppo così eterogeneo giunge in Sardegna un allenatore appena trentaseienne, un certo Claudio Ranieri che prima di allora aveva mosso i primi passi fra Vigor Lamezia e Campania Puteolana. Un mix all’apparenza poco eclatante, ma che si rivela nitroglicerina pura. Il Cagliari domina il Girone B della Serie C1 e si prende il lusso di vincere anche la Coppa Italia di categoria. Festa grande in città, la B è riconquistata.

Per la famiglia Orrù ci sarebbe già il tanto per dirsi soddisfatta, invece il miracolo riesce di nuovo. Anche stavolta arrivano nomi equilibrati: Firicano in difesa, i giovani Rocco e Paolino più avanti a creare scompiglio. Di nuovo una cavalcata, il Sant’Elia si innamora sempre di più dell’allenatore e dei suoi ragazzi che si conquistano cori personali rimasti nella memoria. I rossoblù chiudono dietro Torino e Pisa, centrando la Serie A insieme a loro e al Parma.

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L’estate del ’90 è quella delle notti magiche, a Cagliari diventa quella dei colpi di mercato. L’alleanza con Paco Casal porta in rossoblù gli uruguagi: Fonseca che si rivelerà attaccante veloce e letale, l’affidabile jolly Herrera e il Principe. Sì, perché Enzo Francescoli, fantasista dal talento commovente, non ascolta le sirene juventine (Gianni Agnelli lo bramava come erede di Platini) e si accasa a Cagliari fra la gioia incredula della piazza. Stessa destinazione per Gianfranco Matteoli, figlio di Sardegna dalla carriera lussuosa. Nasce una squadra dalla qualità inaudita per una neopromossa, quasi troppa grazia se è vero che la banda di Ranieri fatica per tutto un girone di andata ai limiti del fatale. L’arguzia del tecnico e la grinta degli uomini fanno l’ennesimo miracolo, la classe degli interpreti esplode e i rossoblù risalgono da gennaio a maggio centrando una salvezza rocambolesca, sofferta e meritatissima. La leggenda della cavalcata trova il suo lieto fine, ma ci saranno ancora appendici di gioia dietro l’angolo. La storia dei 100 anni rossoblù continua.