Caso Is Arenas, i giudici: “Cellino viola sistematicamente la legge”

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Ruolo apicale“: così è stato definito dal Tribunale del Riesame il ruolo del Presidente del Cagliari nell’ambito del caso Is Arenas. Per i giudici, Cellino era perfettamente a conoscenza dei reati che stava commettendo, e a confermarlo ci sarebbero le registrazioni delle telefonate col collega Claudio Lotito. Il giudice relatore Massimo Poddighe ha fatto riferimento ai precedenti penali del Presidente, elencandoli nella sentenza (in particolare le condanne per truffa ai danni dello stato con associazione a delinquere e i falsi in bilancio), a riprova di quanto sia consolidato e costante l’atteggiamento di violazione della legge, definito come una “spiccata insensibilità dei doveri di solidarietà sociale“. La custodia domiciliare si spiega quindi come una misura cautelare per non permettere a Cellino di inquinare eventuali altre prove e di commettere altri reati in libertà. Le stesse motivazioni danno un senso anche alla custodia cautelare decisa per l’ex sindaco Mauro Contini, il cui comportamento è stato definito da Poddighe come “asservimento della funzione pubblica agli interessi privati e sistematica violazione dei doveri istituzionali“. La sua fitta rete di conoscenze, secondo il giudice, gli permetterebbe di commettere facilmente altri reati. Stessa linea del tribunale, infine, anche per la decisione di negare la libertà a Stefano Liliu, coinvolto nel tentativo, in parte riuscito, di pagare i lavori dello stadio coi fondi Pia Serpeddì-Is Arenas e non con quelli della società del Cagliari Calcio

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