Cagliari, Zenga: «Disposto a tutto pur di tornare in campo»

Zenga cagliari
© foto 04-03-2020 Calcio Serie A 2019/20, Cagliari, Sardegna Arena, Presentazione Zenga. Foto Gianluca Zuddas per CagliariNews24.com. Nella foto: Zenga

Walter Zenga non vede l’ora di iniziare ufficialmente la sua avventura alla guida del Cagliari: «Disposto a fare sacrifici per il bene di tutto il movimento»

Walter Zenga scalpita. Il tecnico del Cagliari a causa del blocco delle attività sportive non ha potuto ancora esordire sulla panchina rossoblu. Nel corso di una chiacchierata a distanza con il Corriere dello Sport, l’Uomo Ragno ha ancora una volta ribadito la sua voglia di tornare in campo: «Sono qui ad Asseminello dal marzo, una settimana fa sono andati via Max Canzi ed il direttore Carli: siamo rimasti io e Gianni Vio (il nuovo tattico rossoblu, ndr). Facciamo le palle inattive uno contro uno a tutto campo. Scherzo, ovviamente, ma il momento è serio».

SIAMO ANCHE SU INSTAGRAM: SEGUICI!

RIPRESA – «Non vedo l’ora di tornare ad allenare, significherebbe che saremo tornati alla normalità Ognuno ha i suoi problemi, per me che vivo di calcio ovviamente non vedo l’ora di tornare. Sono disposto a qualsiasi tipo di sacrificio, sono disposto a farlo per il movimento calcistico: non ci sono solo i Ronaldo, i club hanno tanti dipendenti. La nostra è una vita particolare, dovremo convivere con regole che a cui non siamo abituati: chissà per quanto non potremo abbracciarci o darci una pacca sulle spalle. Ci saranno sacrifici da fare: a me per esempio mancano i miei piccoli, non li vedo da un mese e probabilmente non li vedrò per un altro mese. Ora loro sono a Dubai, in una zona sicura: anche là ci sono delle restrizioni chiare».

ZENGA ALLENATORE – «Ho iniziato a far l’allenatore prendendo qualcosa da tutti i tecnici che ho avuto. E non parlo della questione tattica. Ho avuto Radice, Trapattoni, Vicini: tutti allenatori che davano molta importanza all’empatia. Altri invece avevano bisogno del supporto dei giocatori nei momenti di difficoltà. E’ stato Eriksson che mi ha indirizzato a questa nuova carriera: l’ho avuto alla Samp, quando mi ruppi i legamenti feci sei mesi fuori, di fianco a lui. Notai come gestì le varie situazioni, riusciva sempre a dare serenità ai suoi calciatori. Io poliglotta? Con Nandez, Oliva, Pereiro parlo un po’ in spagnolo, anche se la maggior parte del dialogo è in italiano. A Ionita parlo in rumeno, con Klavan, Waluckievicz ed Olsen in inglese».

Iscriviti gratis alla nostra Newsletter

Privacy Policy