Walukiewicz: «Cagliari la mia destinazione ideale»

© foto Instagram @seba.walukiewicz

Sebastian Walukiewicz, acquistato dal Cagliari ma lasciato in prestito al Pogon Szczecin, ha spiegato perché ha scelto la squadra rossoblù

«La cosa più importante ora è chiudere nel miglior modo la stagione con il Pogon. Il Cagliari deve aspettare». Parla così Sebastian Walukiewicz, il difensore polacco acquistato dal club rossoblù in questa sessione invernale. Prima di approdare in Sardegna, però, il centrale classe 2000 terminerà la stagione con il Pogon Szczecin. Intervistato dal portale polacco Przegladsportowy, il futuro centrale del Cagliari ha spiegato perché ha scelto di venire in Sardegna, nonostante le diverse richieste da altri importanti club europei: «Perché Cagliari? Volevo andare nel campionato italiano – afferma WalukiewiczÈ noto, la Serie A è una grande scuola per i difensori e so bene che in fase difensiva ho ancora grandi carenze. Allo stesso tempo non volevo andare in una squadra troppo forte in cui avrei dovuto aspettare a lungo per avere la possibilità di giocare. Naturalmente in Sardegna nessuno mi garantisce il posto, anche se credo che potrò lottare per una maglia da titolare fin dal primo giorno».

STUDIOWalukiewicz ha rivelato di aver studiato la squadra prima di scegliere: «Ho scrupolosamente analizzato tutto con il mio manager Tomasx Suwary. Che tipo di modulo usa, chi gioca e quanti minuti passa in campo. Nel Cagliari ci sono cinque difensori centrali e ognuno di loro ha giocato in campionato in questa stagione. Non nascondo che questo ha attirato la mia attenzione. È una squadra che non ha paura di scommettere sui giovani come Romagna, ma ci sono anche giocatori esperti. Credo in questo progetto e spero di aver scelto bene. Ci sono state molte squadre interessate a me, ma il Cagliari per me è un’ottima destinazione».

ITALIA«In Italia sono stato a Roma per le visite mediche. Dopo sono andato allo stadio, dove il Cagliari ha perso contro la Lazio. In Sardegna sono volato il giorno dopo. Ho incontrato il direttore sportivo e le altre persone coinvolte nel mio trasferimento. Mi hanno mostrato il club, lo stadio e mi hanno fatto vedere il progetto del futuro. Il Chievo? Tornando indietro posso dire che è stato positivo che il trasferimento non sia andato a buon fine. Sono rimasto qui e ho potuto giocare, migliorare e raggiungere una squadra migliore. Il Chievo ora è ultimo e la sua retrocessione è molto probabile».


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