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Tramoni chiarisce il suo futuro: «Sono concentrato sul Cagliari, ma non escludo altre possibilità»

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Le parole del giocatore del Cagliari Matteo Tramoni al centro di varie voci di mercato e interessi di diversi club

Ha parlato in un’intervista rilasciata presso i microfoni del quotidiano francese Corse Matin il giocatore di proprietà del Cagliari Matteo Tramoni. Tra i temi dell’intervista si è parlato anche della squadra rossoblù, del suo futuro e della sua passata esperienza in Serie B con il Brescia.

DELUSIONE BRESCIA – «Nel complesso, una buona stagione anche se ci sono stati momenti in cui ho giocato meno. Tuttavia, anche con meno tempo di gioco, sono riuscito ad essere decisivo e segnare, mi ha dato fiducia. Ho imparato molto e soprattutto sono maturato. Ma la delusione di aver mancato per poco la Serie A è stata enorme. Il club era ambizioso, abbiamo lottato duramente e la parte più difficile è stata fallire un gol a pochi metri dalla porta. Abbiamo perso troppi punti in casa. Negli spareggi siamo stati eliminati in semifinale contro il Monza, che è salito in Serie A. È stata una delusione perché abbiamo perso due volte 2-1 mentre eravamo in vantaggio per 1-0. Sapevamo di avere la possibilità di accedere anche senza passare i play-off. È irritante!».

SERIE B – «Il livello è molto alto rispetto alla Ligue 2. Ci sono squadre retrocesse dalla Serie A ed ex club mitici che vogliono risalire. Ma la grande differenza sta nell’atmosfera degli stadi. Niente a che vedere con il campionato di Francia e nemmeno certe atmosfere in Ligue 1. I tifosi cantano dal primo all’ultimo minuto, è davvero un altro mondo a questi livelli».

ITALIA E CAGLIARI – «L’osmosi con il pubblico c’è stata da subito. Sono stato molto sorpreso dall’atmosfera della prima partita. Con il Covid gli stadi del primo anno a Cagliari erano vuoti. Inoltre, ero infortunato. Lì ho davvero scoperto il calcio e l’atmosfera negli stadi italiani».

DIFFERENZE – «Il campionato è molto più tattico in Italia e questo porta a più fasi di gioco, in Ligue 2 il calcio è più diretto con contropiedi e duelli. In serie B le squadre si sono messe in campo direttamente, da qui l’emergere di varie fasi. È un gioco meno diretto in cui tutti sanno cosa devono fare. Nel complesso, il calcio è una vera istituzione in Italia. Le persone vivono solo per questo. Ne parlano per strada, commentano e si vede appena arrivi in ​​un locale».

FUTURO – «Il Brescia non ha voluto esercitare l’opzione di acquisto nei miei confronti. Così sono tornato a Cagliari dove abbiamo ripreso ad allenarci. Iniziamo il 12 agosto con una trasferta a Como. Il club è retrocesso in serie B ma competere per la promozione è una sfida interessante. Rimango concentrato su questa eventualità senza escludere altre possibilità, soprattutto in Serie A».

DESIDERI – «Giocare a Milano sarebbe un sogno! Ero in panchina con il Cagliari in Serie A. San Siro è uno stadio mitico dove hanno giocato i più grandi calciatori del mondo. Mi piace anche la Bundesliga e più in particolare il Borussia Dortmund, ma è un altro campionato, devo crescere soprattutto in Italia».

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