Taglio stipendi, stallo Lega-AIC: i motivi

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E’ saltato l’incontro tra Lega Serie A ed AIC per trovare l’accordo riguardo il taglio degli stipendi dei calciatori

Dopo l’apparente avvicinamento, un nuovo muro divide Lega Serie A ed AIC. Nella giornata di ieri Dal Pino, presidente della Lega, aveva chiesto ufficialmente all’Assocalciatori di mediare per trovare un accordo collettivo: obiettivo sospendere gli stipendi dei calciatori da marzo alla fine dell’emergenza. Dalle prime indiscrezioni l’AIC – dopo un confronto con i rappresentanti dei club di A – sembrava aver intrapreso la strada del dialogo: sì alla sospensione, a condizione che venissero saldati gli stipendi sino a febbraio. L’intricata questione sarebbe dovuta essere trattata in video conferenza in giornata.

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STALLO LEGA-AIC – Ma la riunione non c’è stata: troppa, ancora, la distanza tra le parti. Secondo quanto riportato da Sky Sport, alla richiesta di sospensione di quattro mesi della Lega, l’AIC ha fatto una controproposta: congelamento di un solo mese. Ed ha chiesto lo spostamento di un mese del termine del 30 maggio per evitare svincoli derivanti da mancati pagamenti. Da clausola dell’accordo collettivo, infatti, i club hanno 20 giorni di tempo per corrispondere lo stipendio del mese precedente. Scaduti questi, il tesserato ha il diritto di chiedere la messa in mora; dopo di che, il club ha altri venti giorni per effettuare il pagamento. Attesi anche questi ultimi invano, il tesserato può svincolarsi dal contratto. Quindi l’AIC cerca di tendere la mano ai club, chiedendo il differimento dei termini di scadenza entro i quali le società dovranno farsi carico dei pagamenti. Un modo per prendere tempo in attesa di capire meglio la situazione.