Storari: «Voglio dare una mano al Cagliari, anche con un altro ruolo»

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E’ molto affamato Marco Storari, che vuole conquistare la promozione in Serie A con il Cagliari: «Torna dove merita ma, se l’estate scorsa ci avessero detto che saremo risaliti da secondi, avremmo firmato tutti. Vincere a Vicenza e Modena è stato il top. Venivamo da un clima pesante e dal ritiro. Ora siamo a 15 punti dalla terza, folle sentire cose assurde: siamo sempre stati primi o secondi. Campionato pazzesco, forse il nostro cammino viene offuscato dal Crotone. Ma abbiamo mostrato cosa possiamo fare. Playoff? Spezia, Trapani, Entella, Pescara, Cesena e Bari. La B è dura, se il Pescara avesse vinto con noi si sarebbe portato a -7. Hanno perso, Oddo e Zauri mi dicono che stanno bene. Torneranno presto a galla», ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport.

 

Il portiere, che non si accontenta mai, ha rivelato di usare una telecamera durante gli allenamenti: «Li riprendo e poi mi chiedo come avrei potuto fare meglio». E fa autocritica: «Gol subiti? Penso a quello di Magnusson del Cesena, mi ero fatto male, in altre situazioni l’avrei preso. Mi fa arrabbiare il gol di Vantaggiato: era sul mio palo, volevo coprire più porta. Ho sbagliato per generosità. Rimedi? Riguardare e meditare, Filippi alla Juve mi faceva rivedere tutto, un maestro che mi ha insegnato tanto. Pensi di andare a cento e vai a due». E’ sempre sul pezzo Storari, che ha parlato delle partenze molli del Cagliari, in particolare in trasferta: «Questione di mentalità. Sono mancati giocatori esperti e tosti, se sei giovane si tende ad aspettare. L’assenza di Dessena, come motivatore e per quello che può dare in campo, si sente. Sono un martello, voglio si vada sempre a duemila».

 

Si parla poi del suo futuro: «Il contratto? Fino al 2017. Ho sposato il club, a gennaio ci risentiamo. Ho 39 anni, l’anno prossimo gioco. Poi, vedremo. Potrei firmare subito, vedremo quale sarà la mia condizione fisica. Ho entusiasmo, non mi pesano ritiri e allenamenti. Potremo proseguire anche con altre forme di collaborazione. Mi piacerebbe allenare e non solo i portieri. Ma è presto per parlarne. Sono pronto a dare una mano al Cagliari, club giovane e motivato». Intanto studia mister Massimo Rastelli: «Cosa gli ruberei? Il modo di comunicare e di stare in mezzo al gruppo. Il mister vive lo spogliatoio, mi piace il suo calcio aggressivo e propositivo. Se dovessi allenare, vorrei difensori che vadano avanti, senza mai rinculare».

 

Passo indietro, alla Juventus e, quindi, all’amico Gianluigi Buffon, che ha strappato il record di imbattibilità: «Mi spiace per Seba Rossi ma Gigi coglie un traguardo meritato. Certo, ha grandi difensori ma fa parate speciali su un tiro a partita». E sui colleghi: «Fiorillo ha ottime qualità, Cragno è una certezza: con lui il Lanciano ha cambiato passo. Donnarumma? Ha fatto tanto, è in Under 21, ha futuro. Potrebbe andare in Premier, il Milan farebbe bene a tenerlo. Mio erede? Forse, per fisico e reattività, mi somiglia Perin». Infine, sul caso Regeni: «Accoglieremo l’appello di Amnesty e Antigone per sapere la verità su Giulio Regeni: da padre è orribile immaginare che un proprio figlio venga torturato e ucciso». 

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