Stadio provvisorio, la presentazione: si chiamerà Sardegna Arena

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Oggi al Sant’Elia sarà presentato il progetto dello stadio provvisorio che ospiterà il Cagliari per le prossime tre stagioni. Attesi i vertici di club, regione e comune

Conferenza stampa sul campo del Sant’Elia. Oggi verrà presentato alla stampa il progetto per lo stadio provvisorio che ospiterà il Cagliari per le prossime tre stagioni. Parteciperanno all’incontro il presidente del club Tommaso Giulini, il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il sindaco del capoluogo Massimo Zedda. Saranno illustrati tutti gli aspetti dell’impianto provvisorio, quello in cui i rossoblù giocheranno in attesa che sia pronto il nuovo stadio definitivo. L’impianto temporaneo, che come noto sorgerà al posto dei parcheggi del settore distinti, avrà una capienza di 16mila posti e ricalcherà la struttura già conosciuta dai tifosi cagliaritani ai tempi di Is Arenas. Il cantiere è partito nei giorni scorsi, l’obiettivo è quello di riuscire a iniziare lì la prossima stagione sportiva per poter procedere alla demolizione del Sant’Elia e alla costruzione del nuovo impianto. È stato svelato il nome: si chiamerà Sardegna Arena.

GIULINI – Prende parola il presidente Tommaso Giulini«Mi trovo al centro di un tavolo prestigioso, ringrazio Pigliaru e Zedda per il supporto, ma anche tutti i funzionari che hanno partecipato al regolare svolgimento dell’iter. Siamo riusciti a dar via al progetto in pochissimo tempo, è stata fondamentale l’armonia. Oggi è una tappa, si inizia il lavoro e per noi è fondamentale essere riusciti a rimanere a Cagliari. Grazie a tutti i comuni, tantissimi, che hanno offerto la loro ospitalità. Il senso di responsabilità che sentiamo in questo momento è alto, la palla è a noi e saranno 4 mesi caldi. Nel cantiere lavoreranno fino a 150 persone, a volte anche la notte, per cercare di inaugurare lo stadio alla prima di campionato. Sarebbe un miracolo, ma anche una vittoria importantissima per tutta l’isola. Perciò abbiamo scelto il nome Sardegna Arena, semplice ma ha il significato di voler portare il nome di questa terra in tutta Italia e un giorno magari in Europa».

ZEDDA – È il turno del sindaco Massimo Zedda«È stato un lavoro di squadra. Se ripercorriamo le tappe dal 2011 a oggi pochi avrebbero scommesso sulla costruzione oggi di uno stadio e di un contesto di riqualificazione di un intero quartiere. Fra i tanti interventi a Sant’Elia mancava proprio lo stadio, arrivare alla soluzione della vicenda è motivo di festa. Ringrazio i consiglieri comunali, gli assessori e tutti coloro che hanno partecipato allo sviluppo delle pratiche anche in tempi rapidissimi. Per primi in Italia rispettiamo la tempistica della cosiddetta legge stadi. Ci sentiamo impegnati, è l’avvio di un progetto che regalerà lo stadio alla Sardegna. Dovrà essere vissuto in modo sereno, vissuto dalle famiglie anche in settimana e motore pulsante dell’economia isolana».

PIGLIARU – Infine, il presidente della Regione Francesco Pigliaru«Voglio ringraziare il presidente Giulini e il Cagliari per questo importante investimento. Si tratta di operazioni coraggiose sul piano imprenditoriale. Sardegna Arena è un bel nome che indica come lo stadio rappresenti un’infrastruttura per tutta la regione. La Regione è stata uno dei giocatori nel gioco di squadra di cui si parlava, un’azione condivisa che è fondamentale per superare gli ostacoli. Noi abbiamo fatto la nostra parte con un finanziamento a credito agevolato, riconoscendo l’interesse pubblico e credendo nel progetto come ci hanno creduto le altre parti un causa. Quando il progetto è bello è più facile mettere tutti d’accordo, questo è il caso del progetto di cui parliamo oggi».

STADIO DEFINITIVO – Parla nuovamente Giulini«L’idea di fare lo stadio provvisorio qui accanto nasce da un’intuizione di Stefano Signorelli. Essendo il cantiere all’interno del progetto per lo stadio definitivo siamo riusciti ad avere tempi corti. Sardegna Arena costerà alla società, considerando anche lo smontaggio di Is Arenas e poi lo smontaggio al termine dei tre anni, circa otto milioni di euro. Ci auguriamo di averlo a disposizione per la prima giornata del prossimo campionato, potremmo chiedere eventualmente un calendario che ci veda giocare in trasferta i primi due turni; nel caso in cui invece avessimo bisogno di giocare altrove la prima partita casalinga potremmo andare al Comunale di Torino. Per lo stadio definitivo contiamo di presentare il progetto nei primi mesi del 2018. Fra una cosa e l’altra l’iter è lungo, credo che il sogno di inaugurarlo per il centenario sfumi».

Dichiarazioni e foto riportate dal nostro direttore Sergio Cadeddu