Ripresa Serie A, spunta l’ipotesi inglese

serie a
© foto www.imagephotoagency.it

Tra le ipotesi al vaglio della FIGC ci sarebbe anche quella di mutuare un’idea che circola da giorni in Inghilterra per la Premier: giocare il resto delle gare in una safe zone

Il calcio europeo e mondiale si interroga su come terminare i campionati nazionali. La crisi Covid-19 ha colpito duramente l’economia ed il mondo del calcio non ha fatto eccezione. Anzi: fermare una macchina che si reggeva in gran parte su ricavi futuri ha significato mettere a repentaglio l’intero sistema. In Italia il problema è largamente rappresentato dai diritti audiovisivi, importante introito per i club: con i campionato fermi, i broadcaster si minacciano di tirarsi indietro.

IL DS CAPOZUCCA: «IL CALCIO NE USCIRA’ RIDIMENSIONATO»

L’IDEA INGLESE – Il problema, che colpisce in particolare i maggiori campionati – dove le entrate dei diritti tv sono sostanziose – tiene banco in Inghilterra. La Premier League, campionato notoriamente più ricco del mondo, secondo l’Independent starebbe mettendo a punto un piano per proseguire in maggior sicurezza il torneo: disputare il resto delle partite sulla falsariga di una Coppa del Mondo. Le squadre andrebbero in una sorta di ritiro di due mesi, con gare da disputare a porte chiuse a giugno e luglio (le Midlands e Londra i luoghi ipotizzati) secondo un calendario che avrebbe partite ogni giorno. Un’idea accolta positivamente ma che ha anche ricevuto delle critiche: impossibile, infatti, isolare i calciatori con la sicurezza di non esporli al virus.

TAGLIO STIPENDI, STALLO LEGA-AIC: I MOTIVI

ITALIA – Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Italia potrebbe prendere in considerazione la proposta che circola da qualche giorno in Inghilterra. Tra le tante ipotesi al vaglio ci sarebbe anche quella di giocare in stadi neutri, in una regione tra quelle che riusciranno ad uscire per prime dalla pandemia. Una soluzione che oggi resta lontana dal prendere forma, se solo si considera la carenza di strutture ricettive e sportive adeguate in determinate regioni italiane e le difficoltà negli spostamenti per la penisola.