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Rastelli a Radiolina: «L’organico del Cagliari è troppo più forte delle altre, si può salvare»

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Massimo Rastelli ha parlato ai microfoni di Radiolina durante la puntata “Il Cagliari in diretta”: le sue parole

Massimo Rastelli, ex tecnico del Cagliari, ha parlato a Radiolina durante l’ultima puntata de “Il Cagliari in diretta”. Queste le sue parole.

SPAL – «Ho avuto la possibilità di andare a lavorare in un grandissimo club come la SPAL. Putroppo la retrocessione dell’anno scorso è stata dolorosa ma fortunatamente sono tornato a lavorare, dopo tanti mesi fuori c’era tanta voglia di entrare e rientrare. Speravo che la SPAL mi richiamasse visto che qua c’è tutto per fare bene».

CAGLIARI – «Quest’ultime due vittorie hanno riaperto i giochi. Tra le squadre che cercano di salvarsi ha l’organico molto più forte delle altre, le ultime due vittorie ha fatto accorciare sulle concorrenti e quando arrivi di rincorsa sotto l’aspetto psicologico hai tutto da dare. Secondo me l’impresa salvezza è possibile».

DI FRANCESCO – «È sempre difficile dare giudizi dall’esterno.Sono rimasto molto sorpreso dalle difficoltà di questa squadra, molte dovute all’aspetto del Covid dove la squadra ha perso uomini importanti in momenti cruciali della stagione. La squadra lì ha perso fiducia e quando entri in quel meccanismo contorto è difficile trovare la chiave giusta per uscirne. Mi spiace per Eusebio perchè è molto preparato e credevo che a Cagliari potesse fare un ottimo lavoro. Non l’ho sentito dopo questa parentesi al Cagliari».

TROPPI BIG – «Questi sono giocatori serissimi, di grandissima personalità e l’hanno fatto vedere nelle prime tre partite di Semplici e in queste ultime due gare. Si vede che ci tengono, non vogliono assolutamente retrocedere».

RIMPIANTO – «Il rimpianto c’è sempre perchè il terzo anno potevamo crescere e migliorare ancora di più dopo l’11° posto ma i programmi erano ridimensionati e poi la società decise per l’esonero dopo otto giornate. Il rammarico c’è perchè si poteva avere un po’ pi di pazienza per fare quegli accorgimenti per poterci salvare. Mio ritorno? C’è stata una possibilità».

ESONERO – «Non ho nessun sassolino nelle scarpe. Avrei fatto valutazioni diverse a 360°, un po’ più attente. Ma questo fa parte di un normale pensare quando le cose non vanno bene e noi siamo giudicati per i risultati e quando quelli non arrivano a pagare siamo noi».

CAGLIARI E BENEVENTO – «Chi è più portato alla salvezza? Chi ha punti di vantaggio ha qualche piccolissima chance in più. Il Cagliari in queste ultime tre gare ha riaperto i giochi e ha l’organico troppo più forte delle altre, nulla è precluso. Il Cagliari può raggiungere quelle davanti a sé».

SARDEGNA – «Mi manca tutto di Cagliari. Una qualità della vita pazzesca, ho lasciato tanti amici. È una regione che mi è sempre entrato dentro e la sento come una seconda casa».

MODULO DEL CAGLIARI – «Il miglior modulo è quello più efficace, che ti permette di vincere. Il Cagliari ha gli uomini per fare un sistema di gioco diverso ma credo che il 352 sia il vestito giusto per ottenere i risultati. È un sistema di gioco completo».

CAGLIARI DI RASTELLI – «Una cosa che molti avranno dimenticato è che chiudemmo il girone d’andata con 23 punti senza Ionita e Joao Pedro. Al ritorno migliorammo il girone d’andata a dimostrazione della bontà del lavoro e invece venivano sempre messe in risalto le goleade».

CAPOZZUCCA – «Con Stefano abbiamo un ottimo rapporto, ci siamo sentiti spesso ricordando i bei vecchi tempi. Senza nulla togliere a Carta che è un ragazzo straordinario e competente ma mettere Capozucca lì in quel momento di difficoltà è stata la miglior mossa che Giulini potesse fare».

TORNARE A CAGLIARI – «Sapete quanto sono legato al Cagliari ma attualmente sono totalmente proiettato sul bene della SPAL e blindare i playoff. Poi quello che sarà il futuro è sempre difficile, io vado dove sono richieste le mie competenze. Il Cagliari è stata una parentesi bellissima della mia carriera e poi vedremo cosa succederà in futuro».

PROMOZIONE SPAL – «La cosa importante è blindare i playoff e scacciare le squadre che stanno arrivando da dietro. Poi nel momento in cui finirà la regolare stagione ci saranno i playoff dove si azzera tutto e noi saremo una squadra rognosa, stiamo facendo un grande lavoro insieme a tutto lo staff». 

ASSENZA PUBBLICO – «Ha inciso tantissimo l’assenza del pubblico. Cagliari è un catino, ci sono degli stadi e delle tifoserie che sono il 12° uomo. Avere lo stadio pieno con le persone che ti spingono sono punti che ti porti a casa».

AFFETTO – «Ho sempre sentito l’affetto di tantissime persone che hanno riconosciuto una persona rispettosa e un gran lavoratore. Io non posso piacere a tutti, ma il tempo fa vedere quello che hai fatto e i risultati che hai ottenuto. Sono molto orgoglioso».

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