I pagelloni del Cagliari 2016/17: Rastelli

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A lungo in discussione per un gioco quasi mai convincente, Massimo Rastelli è riuscito a centrare la salvezza in anticipo

Il raggiungimento dell’obiettivo prefissato ed il conseguente prolungamento di contratto sino al 2019. Se fosse possibile riassumere una stagione in una sola riga, quella di Massimo Rastelli sarebbe più o meno così. Dritti al punto, al risultato. Un po’ come il tecnico di Torre del Greco, che nelle prime due stagioni sulla panchina del Cagliari ha fatto emergere tutto il suo pragmatismo. A parole e sul campo Rastelli ha dimostrato di preferire di gran lunga la sostanza alla forma, gli obiettivi al gioco piacevole. Il risultato è stato un Cagliari che ha cambiato aspetto a seconda degli avversari, una squadra dal gioco quasi mai brillante ma a tratti efficace e capace, nonostante tutto, di centrare la salvezza in anticipo. Una salvezza che non è stata mai in discussione, complice anche l’andamento a rilento delle ultime della classe. Tuttavia il campionato rossoblù è stato caratterizzato da alti e bassi, con notevole propensione alle goleade subite: ben sette gare sono terminate con più di quattro reti al passivo.

IL MIGLIORAMENTO NEL RITORNO – Qualche uscita stonata di troppo in campo, ma non solo. Anche davanti ai microfoni il tecnico isolano si è talvolta lasciato andare a dichiarazioni un po’ troppo arrendevoli (leggasi «Cagliari e Torino sono su due pianeti diversi») che hanno ridimensionato le rosee aspettative della tifoseria. Tolte alcune uscite poco consone a categoria e ruolo, a Rastelli va dato merito di aver raggiunto l’obiettivo richiesto dal club. I dubbi relativi alla costante di un gioco troppo spesso latitante restano, ma nel corso della stagione ci sono stati dei miglioramenti non indifferenti: dalla (quasi) curata fragilità mentale e difensiva al tabù trasferta sfatato. Pur con la comprensibile inesperienza del debuttante in Serie A il tecnico campano – in positivo ed in negativo – è riuscito a dare una sua impronta alla squadra. Soprattutto da gennaio, quando ha varato accorgimenti tattici volti a trovare equilibri mancati per gran parte del girone d’andata e sopperire alle numerose e pesanti assenze. Dall’inizialmente insostituibile 4-3-1-2 al 4-2-3-1 delle ultime giornate, passando per il 4-4-1-1, il 4-5-1 ed il 4-3-2-1: non sempre i risultati gli hanno dato ragione ma spesso (esclusi gli esperimenti della difesa a 3 e l’incosciente 4-3-3 di Torino) la risposta della squadra è stata positiva. Escluse le gare (storte, per vari motivi) contro Atalanta, Juventus, Inter, Napoli e Sassuolo, nel girone di ritorno i sardi hanno mostrato netti miglioramenti sul piano del gioco e soprattutto nell’approccio al match, vero tallone d’achille nella prima parte di torneo.

NAVE IN PORTO – Complessivamente sono 47 i punti guadagnati, che hanno permesso ai sardi di chiudere con un dignitoso undicesimo posto da neopromossi. La squadra di Rastelli ha disputato campionato che ha vissuto di alti e bassi, di sconfitte pesanti e qualche successo inaspettato, oltre alle vittorie decisive contro le ultime della classe che di fatto hanno ipotecato la salvezza. Ed il prolungamento di contratto sino al 2019 getta le basi per la terza annata consecutiva alla guida dei sardi. La valutazione del tecnico, nel complesso, è ampiamente sufficiente: fondati critiche e dubbi su un gioco quasi mai brillante, ma a giochi fatti il discorso perde consistenza. A fine campionato rimangono i numeri, che sono inconfutabili e disegnano un Cagliari capace di posizionarsi a metà classifica. La prossima stagione sarà quella della verità: dopo la promozione al primo tentativo ed una salvezza anticipata pur con numerosi infortuni, a Rastelli l’arduo compito di convincere definitivamente la piazza sarda.

VOTO: 6.5

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