Rastelli: «Vittoria cercata, Cagliari diverso nella ripresa»

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Quarantacinque minuti per rovesciare partita e risultato: il secondo tempo del Cagliari ha spazzato via le speranze del Palermo al Barbera. Il tecnico Rastelli analizza la gara

Sotto di un gol all’intervallo dopo un primo tempo confusionario, il Cagliari si è rialzato di prepotenza nella ripresa e ha battuto il Palermo per tre a uno grazie alla doppietta di Ionita e alla rete di Borriello: un risultato che smorza il lumino delle speranze rosanero e aggiunge un po’ di mordente al finale di campionato dei rossoblù. Al termine della gara il tecnico Massimo Rastelli ai microfoni del sito ufficiale del Cagliari Calcio ha sottolineato il cambio di atteggiamento e passo dei suoi fra prima e seconda frazione.

LA REAZIONE – L’analisi di Rastelli abbraccia prestazione collettiva e risposte dei singoli: «Siamo partiti un po’ sotto tono, poco aggressivi e preoccupati anche nelle giocate più semplici. Ci ha sorpresi l’atteggiamento tattico del Palermo, che si è posizionato a 3 dietro. I rosanero hanno preso coraggio e ci impensierivano soprattutto sugli esterni: Rispoli e Pezzella andavano al cross con troppa facilità. Andati in svantaggio, c’è stata la reazione con la grande occasione di Sau e nella ripresa è tornata in campo un’altra squadra, che ha fortemente voluto prima raddrizzare la gara e poi vincerla sulle ali dell’entusiasmo. Il Palermo ha pagato il contraccolpo psicologico e siamo riusciti a chiuderla senza rischiare, se non qualcosina sulle palle inattive. Abbiamo realizzato meglio alcuni dettagli. Siamo riusciti a servire più spesso Tachtsidis, che godeva di una buona libertà, a verticalizzare di più e a concedere di meno. Avevo previsto due moduli: in fase di non possesso allargavo Sau e Joao Pedro, mentre quando avevamo la palla noi Marco si alzava per stare più vicino a Borriello e permettere a Joao di esprimersi come trequartista».

AVANTI TUTTA – Ora i rossoblù guardano alle otto giornate che mancano alla fine puntando a scalare qualche posto in classifica. La salvezza è virtualmente acquisita, ma le aspettative non finiscono mai: «L’allenatore, come è giusto, è sempre in discussione; io voglio che i miei giocatori ragionino con questa mentalità. Abbiano davanti a noi 8 partite, possiamo fare un grande finale di campionato che dia il giusto merito ad un gruppo che nonostante una serie impressionante di infortuni, sta disputando un grande torneo. I ragazzi meritano di giocare un degno finale, a testa alta, sapendo di avere dato tutto».

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