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Ex Rossoblù

Ranieri: «Sardegna? Gente magnifica. Vi spiego come conquistai il presidente Orrù»

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Claudio Ranieri ha rilasciato una lunga intervista durante la quale ha parlato anche del suo passato con il Cagliari. Le sue parole.

Claudio Ranieri si è raccontato in una lunga intervista rilasciata ai taccuini di SportWeek durante la quale ha parlato del suo passato con il Cagliari. Le sue parole.

CAGLIARI – «Conquistai il presidente del Cagliari, Orrù, grazie a un episodio in apparenza banale. Il nostro campo aveva poche zone erbose e dirigenti del Campania, vedendo che i calciatori del Cagliari stavano riscaldandosi in un settore di terra battuta, mi chiesero se non fosse il caso di indicare loro uno spazio migliore, più confortevole. Risposi “Lasciate stare, da come si stanno muovendo vinciamo la partita”. Finì 1-0 per noi e a fine stagione, quando cambiò l’allenatore, il presidente del Cagliari mi chiamò per affidarmi la squadra. La Sardegna, con la sua magnifica gente, è stata un’altra tappa fondamentale: doppio salto, dalla C alla serie A».

LE PAROLE – «Durante la presentazione a Watford, hanno mostrato un lungo filmato in cui era stato dedicato ampio spazio alla stagione diLeicester. Era la prima volta che rivedevo le immagini di quell’avventura. Ho scoperto persino qualche inedito. Guardo sempre in avanti. Cerco sempre qualcosa di nuovo: una nuova sfida, un nuovo obiettivo».

OBIETTIVO WATFORD – «Salvare la squadra e porre le basi per aprire un ciclo. Mi piace seminare: se poi tocca ad altri passare alla fase del raccolto, sono ugualmente contento».

HERRERA – «Un innovatore. In allenamento ci chiedeva di giocare in velocità e di non tenere mai il pallone. Quando sbagliavamo, palla all’altra squadra.Debuttai in Serie A con Manlio Scopigno, in casa delGenoa, il4novembre 1973. L’ultima presenza, la sesta in campionato, contro ilCagliari di Gigi Riva. Totale, sei partite. Quando arrivò Liedholm e fu chiaro che per me non c’era spazio, chiesi di andare da un’altra parte per verificare se potessi fare il calciatore, oppure voltare pagina.Volevo mettermi alla prova. Mi ritrovai a Catanzaro, con Gianni Di Marzio».

LEICESTER – «Il segreto di quella stagione fu la regolarità. Le famose big six della Premier alternarono buoni risultati a crolli imprevisti. Noi viaggiammo come un treno».

RAPPORTO CON MOURINHO – «Mourinho è unico, un grande allenatore e un super motivatore. Mi manifestò la sua solidarietà dopo l’addio al Leicester e fu il primo a congratularsi con me dopo la firma con il Fulham. Gli auguro ogni bene alla guida della Roma».