Pisacane difende il progetto giovani dopo quattro sconfitte: la rivoluzione della rosa richiede equilibrio!
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Pisacane difende il progetto giovani dopo quattro sconfitte: la rivoluzione della rosa richiede equilibrio!

Cagliari, il tecnico rossoblù analizza il momento difficile dopo il 2-1 contro la Lazio e rivendica le scelte della società. Dalla partenza da record alla fiducia nei giovani, emerge una posizione precisa: i risultati contano, ma non devono cancellare il percorso intrapreso

Quattro sconfitte consecutive possono cambiare rapidamente il modo in cui viene giudicata una squadra. Il Cagliari lo sta sperimentando dopo le battute d’arresto contro Monza, Bologna, Roma e Lazio, arrivate a interrompere un avvio di campionato da record. Eppure, nelle parole pronunciate da Fabio Pisacane dopo il 2-1 dell’Olimpico, emerge una convinzione precisa: il momento negativo non deve mettere in discussione l’intero lavoro svolto. Il tecnico ha difeso il progetto basato sui giovani, ricordando le difficoltà di una rosa profondamente rinnovata. Una posizione che merita di essere analizzata, perché racconta qualcosa di più della semplice delusione per una partita persa.

Cagliari, Pisacane ricorda la partenza da record: quattro sconfitte non cancellano i primi risultati

Nel post partita contro la Lazio, Pisacane ha risposto alle domande sulla capacità del Cagliari di competere con le grandi squadre riportando l’attenzione sui risultati ottenuti nelle prime giornate.

Le sue parole:

«Cerco di non perdermi, rigiro la domanda. Ai nastri di partenza pensavi che il Cagliari potesse fare 13 punti con doppia trasferta Atalanta-Udinese in sei partite? Non si possono cancellare le squadre dal calendario, io sicuramente non predico questo e cerco di ragionare partita dopo partita mettendoci sempre la stessa cattiveria agonistica. Sono partite che devi giocare e vale per tutti, dobbiamo continuare a seguire questo percorso. Abbiamo finito la partita con tantissimi giovani in campo, questo non è un alibi ma un progetto tecnico. Abbiamo i giovani e li facciamo giocare. Siamo una squadra giovane con qualità e abbiamo tutti i mezzi per raggiungere l’obiettivo».

Il riferimento ai 13 punti conquistati nelle prime sei giornate non è casuale. Il Cagliari aveva cominciato il campionato superando il proprio precedente primato storico, risalente alla stagione 1969/70.

Un risultato ottenuto affrontando anche trasferte complicate, come quelle contro Atalanta e Udinese, nelle quali i rossoblù erano riusciti a imporsi. Pisacane sembra voler ricordare soprattutto questo: la squadra che oggi attraversa un periodo difficile è la stessa che poche settimane fa riusciva a ottenere risultati superiori alle aspettative.

Il ragionamento è comprensibile, ma non può diventare una giustificazione per le ultime prestazioni. I 12 gol subiti nelle quattro sconfitte consecutive raccontano difficoltà reali, soprattutto nella fase difensiva. Il valore della partenza resta intatto. Adesso, però, bisogna ritrovare le condizioni che avevano permesso di ottenerla.

Cagliari, la scelta di Pisacane sui giovani: non un’emergenza, ma una precisa idea tecnica

Uno dei passaggi più interessanti delle dichiarazioni riguarda l’utilizzo dei giovani. Pisacane ha sottolineato come il Cagliari abbia concluso la partita contro la Lazio con diversi ragazzi in campo, rivendicando una scelta che non nasce dalla necessità di trovare giustificazioni.

Il tecnico ha voluto chiarire che puntare sui giovani fa parte di un progetto tecnico, non di una soluzione provvisoria dettata dalle circostanze.

È una distinzione importante, soprattutto in una fase nella quale i risultati potrebbero spingere a chiedere maggiore esperienza e prudenza nelle scelte.

Un allenatore che lavora con una rosa giovane deve inevitabilmente convivere con prestazioni meno continue. La crescita individuale, però, non può essere valutata soltanto attraverso il risultato di una singola domenica.

Questo non significa che gli errori vadano accettati senza intervenire. Significa piuttosto trovare il modo di correggerli senza togliere fiducia a calciatori che stanno ancora completando il proprio percorso. E proprio qui si misura una parte del lavoro di Pisacane: continuare a responsabilizzare i giovani anche quando la classifica rende ogni scelta più delicata.

Cagliari, la rivoluzione della rosa e il peso delle sconfitte: Pisacane chiede lucidità

Il secondo estratto della conferenza affronta direttamente il momento attraversato dai rossoblù. Pisacane ha parlato della trasformazione della squadra e della necessità di non scaricare sui giocatori la frustrazione per i risultati mancati.

«Noi dobbiamo stare calmi e lucidi, sapevamo di poter vivere questi momenti difficili. Dobbiamo rimanere compatti ed equilibrati, la squadra crescerà su questo equilibrio. Se mettiamo la frustrazione di non aver fatto punti sulle spalle dei ragazzi sarebbe sbagliato. C’è stata una rivoluzione e nonostante questo la squadra ha un’identità precisa, questo ci deve far piacere. Sono felice per Gattuso, speravo potesse lasciarmi qualche punto ma è una delle persone più pure che si possono trovare in questo mondo».

La parola rivoluzione aiuta a inquadrare il ragionamento dell’allenatore.

Il Cagliari ha affrontato l’inizio della stagione con un gruppo profondamente cambiato, chiamato a trovare nuovi equilibri e a costruire intese sul campo.

Le prime vittorie avevano probabilmente accelerato le aspettative attorno alla squadra. Le quattro sconfitte successive hanno invece riportato in primo piano le difficoltà che un percorso del genere può comportare.

Il rischio, adesso, sarebbe passare da un giudizio estremamente positivo a uno completamente negativo nel giro di poche settimane. Pisacane chiede di evitare proprio questo, senza però negare la necessità di migliorare.

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Cagliari, tra identità e risultati: il vero esame del progetto comincia adesso

C’è una differenza sostanziale tra avere un’identità di gioco e riuscire a esprimerla con continuità. Il Cagliari ha dimostrato nella prima parte della stagione di poter essere organizzato, competitivo e capace di mettere in difficoltà anche avversarie superiori sulla carta. Nelle ultime settimane, invece, sono emerse fragilità che hanno inciso pesantemente sui risultati.

Contro Roma e Lazio, i rossoblù sono tornati a segnare dopo essere rimasti a secco con Monza e Bologna. M’Bala Nzola ha trovato il gol in entrambe le trasferte dell’Olimpico, offrendo qualche risposta a un reparto offensivo che aveva faticato parecchio.

Il problema principale resta però la tenuta difensiva. Concedere 12 reti in quattro partite significa rendere estremamente complicato conquistare punti, anche quando l’attacco riesce a produrre qualcosa.

La crescita dei giovani e la ricerca di un’identità devono quindi procedere insieme alla correzione degli errori. Altrimenti il rischio è che il progetto venga giudicato soltanto sulla base delle intenzioni, anziché dei miglioramenti mostrati in campo. Pisacane ha scelto di proteggere pubblicamente il gruppo, assumendosi la responsabilità di mantenere equilibrio in un momento difficile.

È una posizione coerente con l’idea di calcio che sta portando avanti. Ma la prossima sfida contro il Frosinone, avversario particolarmente prolifico in questo avvio di stagione, offrirà già un banco di prova concreto. Il Cagliari non deve rinnegare la propria partenza né abbandonare il progetto giovani. Deve però ritrovare quella solidità che aveva reso possibile il record iniziale. È lì, più che nelle dichiarazioni del dopo partita, che si giocherà la credibilità del percorso difeso da Pisacane.

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