Pisacane: «Inaspettato pensare di essere al sesto posto a sedici giornate dalla fine»

© foto Elena Accardi per CagliariNews24.com

A tre giorni dal match contro il Genoa, il difensore centrale Fabio Pisacane ha rilasciato un’intervista: «Tutti uniti per cullare un sogno chiamato Europa»

Domenica 9 febbraio il Cagliari scenderà in campo al Luigi Ferraris contro il Genoa. Ad appena tre giorni dal match contro i liguri, il difensore centrale Fabio Pisacane ha rilasciano un’intervista al Corriere dello Sport, in merito alla gara che andrà ad affrontare nel weekend e alle emozioni che questo incontro scatena nel giocatore rossoblù: «Sono felice perchè avevo sempre detto che per me questo era un punto di arrivo della mia carriera e ora posso ritenermi davvero soddisfatto». La città di Genova per Pisadog è una città importante: è proprio qui che, grazie al dottor Stellatelli e al suo staff, ha potuto rinasce una seconda volta, sconfiggendo un male chiamato sindrome di Guillain-Barré. Genova è stata anche parte della sua carriera calcistica: «Mi sono trovato lì in un momento particolare e ho fatto parte del gruppo con giocatori come Milito e Stellone, che vinsero la B e arrivarono a far bene in A». La carica del rossoblù è sempre stata l’entusiasmo e il credere in se stessi, per questo motivo non ha mai mollato i suoi sogni, lavorando sempre tanto e riuscendo a coronare il desiderio di giocare in Serie A.

IL SUO CAGLIARI – Non poteva mancare una riflessione anche sull’andamento del suo Cagliari: «Sono arrivati buoni giocatori ma penso che a sedici giornate dalla fine era inaspettato pensare di essere al sesto posto. Credo che tutti stiano facendo un buon campionato e poteva pure essere strepitoso se non avessimo lasciato per strada qualche punto». Il rammarico più grande rimane per il recupero finale della gara contro la Lazio: «Se avessero perso non so se poi avrebbero centrato quella serie positiva, così come noi abbiamo pagato la mancata vittoria».

CAMBIO DI ATTEGGIAMENTO – Dopo una super prima parte di campionato, per la squadra di Maran è arrivato un calo che li ha visti perdere diverse partite di fila. Ma quel periodo nero, così come detto dallo stesso Pisacane, sembra passato con la conquista di tre pareggi di fila: «Abbiamo dimostrato contro il Parma che il Cagliari c’è ed è vivo».

DALLA SALVEZZA ALL’EUROPA – Che il Cagliari sia un po’ la sorpresa di questa stagione è un dato di fatto. Ad inizio anno l’obiettivo era esattamente quello dello scorso: la salvezza. Dopo ventitré gare e con il sesto posto in pugno le ambizioni sembrano cambiate e si inizia a pensare a qualcosa di più grande: «È vero, la scorsa estate il nostro pensiero di partenza era proprio la salvezza. A chi ci vuole bene e soffre per noi mi sento di dire che non dobbiamo mai dimenticare questo. Dobbiamo stare tutti uniti per cullare questo sogno che si chiama Europa, senza buttar via, alla prima difficoltà, tutto quello che abbiamo fatto. La società sta lavorando per grandi risultati nell’anno del centenario e l’ambizione è finire tra le prime dieci, ma ci vuole equilibrio per giocarcela tranquilli ed è quello che ci sta mancando ora. Ci manca un pizzico di malizia in pi. La squadra ha grandi risorse ed ora con Pereiro e Paloschi possiamo fare ancora meglio».

UNO SGUARDO AL SUO FUTURO – Un po’ come si fa con i bambini, anche a Pisacane è stato chiesto cosa gli piacerebbe fare da grande. Ora come ora la cosa che più gli piacerebbe fare è sicuramente continuare a giocare per almeno altri quattro o cinque anni. E una volta terminata la carriera come calciatore? Ancora non lo sa, le sue idee cambiano continuamente.

GLI INTERESSI NEI SUOI CONFRONTI – Il difensore, nel corso della sua intervista, ha affermato che non nega gli faccia piacere che ci siano stati interessamenti nei suoi confronti e ringrazia per questo il Cagliari, Club che gli ha dato la possibilità di esordire nella massima serie italiana: «Io resterò a Cagliari fino a quando mi vorranno. Qualche interessamento c’è stato ma ho sempre dato la parola al presidente Giulini che mi ha valorizzato. E di sicuro anche i tifosi non si libereranno facilmente di me perchè quando smetterò verrò a vivere qui dove ho già comprato casa».

COMPLETA LA FRASE – In chiusura di chiacchierata è stato chiesto al rossoblù di completare una semplice frase: il Cagliari va in Europa se… «Se noi calciatori facciamo il nostro dovere al cento per cento e non pecchiamo come è accaduto in alcune partite e se tutto intorno c’è equilibrio. Dobbiamo essere un solo blocco, così come lo siamo stati quando ci dovevamo salvare. Questo è un sogno e noi vogliamo coltivarlo fino alla fine».

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