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Pileggi: «Torino superiore. Il Cagliari non ha spirito di gruppo»

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Danilo Pileggi, ex centrocampista di Cagliari e Torino, commenta così la situazione delle due squadre in lotta per la salvezza

TorinoGranata.it ha intervistato in esclusiva Danilo Pileggi, ex centrocampista del Cagliari (1982-1983) e del Torino (1977-1978, 1979-1980, 1983-1987). Il match di venerdì sera che vede proprio queste due squadre contrapposte in una vera e propria lotta per la salvezza è il fulcro di questa intervista riportata anche su Tuttomercatoweb.com. Ecco le parole di Pileggi.

CAGLIARI E TORINO – «Quella di venerdì sarà una partita difficile per entrambe. Il Toro, grazie anche al cambio di allenatore, è migliorato almeno per quanto riguarda la continuità dei risultati. Pareggi positivi, manca la vittoria ma è cambiato anche il modo di stare in campo e di affrontare le gare. Il Cagliari, a gennaio, ha fatto degli innesti molto importanti ma non è ancora riuscito a tramutare il gioco che sviluppa in risultati utili. A entrambe servirebbe una vittoria per avere finalmente una boccata d’ossigeno ma se non ci sarà un cambio di tendenza rischiano di proseguire così soffrendo fino al termine del campionato. Mi auguro di no, sono molto legato sia ai granata che ai rossoblù».

COSA SERVE AL TORINO – «Nelle ultime partite con Giampaolo, la squadra mi era sembrata giù sia fisicamente che psicologicamente. la mancanza di risultati in una piazza così importante condiziona i giocatori che sentono questo peso. Il Torino è una squadra con valori, ha giocatori importanti e non dovrebbe lottare per non retrocedere. Ai giocatori manca la mentalità tipica d chi è abituato a trovarsi in situazioni simili. Penso che in questo momento il Toro, dal punto di vista psicologico, stia meglio del Cagliari ma dall’esterno è difficile capire cosa stanno vivendo le due squadre e quale potrebbe essere la chiave di volta per questa situazione».

CAGLIARI RINUNCIATARIO – «Il Cagliari ha degli ottimi giocatori, se li si prende singolarmente sono di buon livello e di qualità ma se anche ci sono stati degli innesti non si è ancora riusciti a creare una squadra. Manca lo spirito di gruppo anche se tutti vogliono concorrere a risolvere la situazione in cui si trovano».

CHI AVRÀ LA MEGLIO – «Il Torino, come ho detto, sta psicologicamente meglio anche grazie al cambio di allenatore anche se comunque non ha avuto quel cambio di marcia sperato ma credo abbia un’unità di intenti maggiore rispetto al  Cagliari. Venerdì può succedere di tutto. I rossoblù non giocano male, con l’Atalanta hanno fatto una buona partita ma serve quel qualcosa in più per tirarsi fuori da questa serie di sconfitte. Il fatto di non avere l’uomo davanti che segna e che sia il punto di riferimento per risolvere le partite è una difficoltà da superare necessariamente. Il Torino, invece, ha Belotti: lui si crea le occasioni, ha fiuto del gol e per questo non si ha difficoltà a segnare».

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