Oliva: «Ambientarsi nel calcio italiano è dura, ma a Cagliari si sta bene»

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Christian Oliva racconta la sua quarantena e ripercorre le tappe della sua avventura al Cagliari: sei mesi di lavoro in silenzio e poi il campo. Le parole dell’uruguaiano

Oggetto misterioso per sei mesi, Christian Oliva si è allenato tanto per imparare i segreti del calcio italiano e le prestazioni di questa stagione dicono che il percorso di apprendimento è andato a buon fine. Dalla sua casa di Cagliari, dove trascorre la quarantena imposta dall’emergenza Coronavirus, il centrocampista racconta così la sua avventura italiana ai microfoni di Pasion Tricolor: «Passare dal calcio uruguaiano al calcio europeo è un grande cambiamento. Ho trascorso sei mesi di adattamento in cui non ho giocato, sono andato in panchina ma senza entrare. Poi è iniziata la preparazione estiva e non sapevo se sarei rimasto o no. Ho fatto un’ottima pretemporada e l’allenatore me lo ha fatto notare, mi ha detto che ero uno dei giocatori che lo hanno sorpreso. Sapevo che c’erano alcuni club interessati a me quindi ho chiesto se mi avrebbero preso in considerazione o se mi avrebbero fatto andare altrove: l’allenatore mi ha detto di restare, che avrei avuto le mie possibilità, e l’ho fatto. Ho dovuto giocare contro grandi squadre e per fortuna ho fatto bene. Ho dato il mio contributo con due gol e un assist».

Oliva racconta anche come sta vivendo l’isolamento forzato di questi giorni: «Sono tranquillo e cerco di viverla bene, sono chiuso in casa da quasi un mese e mi alleno qui. Aspetto il 13 aprile per capire come andranno le cose, se sarà il caso di tornare in Uruguay o no. Cagliari? La città è splendida, ci sono posti meravigliosi e inoltre la Sardegna è un’isola che può vantare spiagge bellissime».