Hanno Detto
Accetta la Nazionale: “Se vieni chiamato, devi dire sì”

Arriva l’apertura all’Italia da parte del tecnico: non dirà un’altra volta no alla panchina azzurra in caso di chiamata
L’Italia si ritrova di nuovo davanti allo stesso incubo. Per la terza volta il Mondiale è rimasto lontano e ormai non basta più parlare di incidente o di generazione sbagliata. C’è qualcosa di più profondo che si trascina dietro da anni.
Il calcio italiano ha perso la bussola ed ora bisognerà ricostruire tutto daccapo. Così il il problema più urgente è capire da chi ripartire. La FIGC è in attesa di conoscere il nuovo presidente e toccherà a lui decidere chi sarà il prossimo commissario tecnico.
Antonio Conte resta il profilo che mette d’accordo una parte importante dell’ambiente azzurro. Carisma, intensità, capacità di dare subito identità. Però c’è il contratto con il Napoli e l’aspetto economico che non è secondario.
Poi c’è Massimiliano Allegri. Più gestore, meno ossessivo tatticamente rispetto a Conte, ma con esperienza enorme e soprattutto abitudine alla pressione. Anche il suo nome continua a girare forte attorno alla Nazionale, soprattutto ora che con il Milan è in crisi totale.
In mezzo a queste riflessioni però è spuntata una voce che nel calcio italiano ha ancora un peso enorme.
Ranieri apre alla Nazionale: è il nome giusto?
Claudio Ranieri, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, non ha chiuso affatto alla possibilità di allenare l’Italia. Anzi. Le sue parole hanno fatto parecchio rumore proprio per la naturalezza con cui sono arrivate.

“Ora sono libero. Se vieni chiamato devi dire sì e basta”, ha spiegato l’ex tecnico del Cagliari parlando dell’ipotesi azzurra. Ed è difficile pensare che una frase così passi inosservata in questo momento.
Ranieri ha sempre avuto un rapporto particolare col calcio italiano. Mai davvero uomo da grandi proclami, mai troppo dentro le dinamiche politiche del sistema, però rispettato praticamente ovunque. Anche perché il suo percorso parla per lui. Dalla Premier vinta col Leicester alle mille salvezze costruite quasi dal nulla, fino all’ultimo lavoro a Roma, prima allenatore, poi dirigente.
Con i giallorossi ora è finita ed allora, dopo il no di un anno fa, si riapre la porta dell’azzurro. Il tema vero è capire che tipo di Nazionale voglia la Federazione. Conte rappresenterebbe una scelta aggressiva, quasi da rifondazione immediata. Allegri darebbe probabilmente più equilibrio e meno esposizione mediatica continua.
Ranieri invece sarebbe qualcosa di diverso ancora. Un uomo capace forse di ricompattare un ambiente sfiduciato, senza trasformare ogni partita in una guerra. E forse è proprio questo che rende la sua candidatura interessante.
Non tanto l’aspetto tattico, quanto il peso umano che oggi sembra mancare attorno all’Italia. Ed è magari proprio da lì che bisogna ripartire per rilanciare il calcio italiano dopo anni di fallimenti totali.