
Guai per l’ex centrocampista del Cagliari Radja Nainggolan: sono stati chiesti due anni di carcere con l’accusa di riciclaggio. La difesa spingerà per l’assoluzione
Una pesante ombra giudiziaria continua a gravare sul profilo di uno dei calciatori più carismatici e discussi degli ultimi anni. L’ex centrocampista del Cagliari, il belga Radja Nainggolan, è finito al centro di una complessa inchiesta giudiziaria riguardante un’organizzazione criminale attiva nel presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il “Ninja”, noto ai tifosi per la sua grinta in campo e una vita privata spesso sotto i riflettori, figura tra gli imputati con una pesante accusa sul capo: riciclaggio di denaro per un importo complessivo di circa 105.000 euro per conto della rete criminale finita nel mirino degli inquirenti.
Le ombre del passato e il fermo di Nainggolan
La vicenda ha radici profonde nel recente passato della vita del calciatore. Già nel corso del 2025, il centrocampista fu trattenuto per una notte in carcere a seguito degli sviluppi investigativi sulle transazioni finanziarie sospette. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, Nainggolan avrebbe ottenuto in diverse tranche elargite nell’arco di alcuni mesi di una somma pari a circa 100.000 euro da Nasr-Eddine Sekkaki, fratello del noto criminale Ashraf Sekkaki. Gli inquirenti sostengono che l’ex stella del Cagliari abbia successivamente restituito la cifra in diversi bonifici inviati direttamente sul conto corrente della madre di Sekkaki, utilizzando causali legate a presunti lavori fittizi per giustificare il passaggio di denaro.
La strategia difensiva per scagionare Nainggolan
Come riferisce La Gazzetta dello Sport, i legali dell’atleta si preparano ora al momento chiave del processo. Il prossimo 13 novembre la difesa di Nainggolan affronterà una giornata decisiva in aula, durante la quale chiederà l’assoluzione piena per il proprio assistito. La tesi degli avvocati punta a smontare la presenza dell’elemento soggettivo del reato: secondo la linea difensiva, il calciatore era del tutto inconsapevole di essere coinvolto in manovre di riciclaggio e non era a conoscenza della provenienza illecita del denaro durante l’esecuzione delle transazioni.