Nainggolan su instagram: «Cagliari rappresenta un popolo»

© foto Elena Accardi per CagliariNews24.com

Radja Nainggolan si racconta in una diretta social assieme al tennista Fabio Fognini: dalla sua carriera calcistica a questo periodo di stop. Ecco le sue parole

In tempo di stop anche i campioni del calcio dedicano un po’ di tempo a loro stessi. Oggi il ninja Radja Nainggolan, durante una diretta instagram realizzata assieme al suo amico tennista Fabio Fognini, ha raccontato della sua carriera calcistica e di come sta passando questo periodo di stop forzato a causa dell’emergenza covid-19. Ecco le parole del rossoblù: «Sono a Cagliari in tranquillità. Mi sto allenando, ogni tanto faccio una corsetta sotto casa. Poi ho una bici che mi ha dato la società, ma non mi piace. Non sudo mai, meglio il tapis-roulant. Se non fossi stato calciatore? Muratore, non ho manco il diploma. Giocare a calcio è stata una scelta di vita».

LA SUA CARRIERA – Il racconto del centrocampista sardo parte dalla sua gioventù: «Sono partito in Italia che dovevo fare ancora 17 anni. Dopo Piacenza, ho fatto 4 anni e mezzo a Cagliari, poi Roma, Inter e sono tornato qua. Sono molto legato alle piazze in cui ho giocato. Cagliari rappresenta un popolo. Il carattere e l’orgoglio mi ha portato ad andare via da Roma per andare all’Inter. A Milano non è stato il miglior Nainggolan, ma guardando le statistiche non ho fatto male. Speravo in una possibilità, purtroppo non è arrivata. Sono ancora dell’Inter, però vediamo, perché la squadra è cambiata tanto, ma potevo dire la mia. Io dentro lo spogliatoio non ho mai avuto problemi, lego con tutti».

I RUOLI IN CAMPO – Quanti ruoli potrebbe ricoprire il Ninja in campo? «Mezza punta? Dipende come lo vedi. Ho imparato che ogni ruolo può essere visto in maniera diversa. Il mio ruolo migliore? Dipende dallo stile dell’allenatore, se sulla trequarti vuole un fantasista o un incursore».

LA RIPRESA DEL CAMPIONATO – Doverosa la domanda sulla ripresa del campionato: «Siamo tutti in attesa, io vorrei allenarmi e giocare ma sarei egoista. Ogni giorno continuano ad esserci morti e contagi. Non sono abituato a stare fermo».

IL FUTURO – Tra le curiosità di Fognini non è mancata quella sul futuro del rossoblù: «Allenatore a fine carriera? Ho sempre detto che per me il calcio finisce quando smetto. Oggi però che sono di nuovo qui a Cagliari ho visto che il calcio a quest’età è diventato uno sport d’esperienza e mi piace aiutare i miei giovani. Sarei potuto andare nella mia casa a Roma, dove mi sarei potuto allenare in giardino, ma sono residente qui e ho preferito restare a Cagliari anche per evitare di farmi 14 giorni di quarantena al ritorno. Non ho più il pallone a casa, ne avevo uno in terrazza e l’ho calciato in mezzo a Cagliari».

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