
Lazio Cagliari, l’ex arbitro Luca Marelli ha analizzato l’episodio dell’83° minuto: Deiola colpito violentemente al volto prima della rete biancoceleste. Secondo l’esperto arbitrale, il direttore di gara avrebbe dovuto fermare l’azione, mentre il VAR non aveva la possibilità di intervenire
La sconfitta per 2-1 del Cagliari contro la Lazio continua a far discutere anche per alcune decisioni arbitrali. L’ex direttore di gara Luca Marelli ha analizzato diversi episodi della partita, soffermandosi sul contatto tra Fazzini e Frattesi al 43° minuto e, soprattutto, sull’azione che ha portato al gol decisivo dei biancocelesti. Due situazioni sulle quali il giudizio dell’esperto è differente: corretta la mancata concessione del rigore nel primo caso, sbagliata invece la scelta di Colombo di lasciar proseguire il gioco dopo la violenta pallonata ricevuta al volto da Alessandro Deiola.
Lazio Cagliari, Marelli sul rigore richiesto dai biancocelesti e sulle ammonizioni
Il primo episodio esaminato riguarda il contatto avvenuto al 43° minuto tra Fazzini e Frattesi, per il quale la Lazio aveva chiesto un calcio di rigore. Secondo Marelli, è il movimento di Frattesi a provocare il contatto, senza che Fazzini compia un’azione irregolare.
Nello stesso intervento vengono analizzati anche gli episodi disciplinari che hanno portato all’espulsione di Hien. Di seguito il primo blocco della trascrizione integrale fornita:
«43esimo minuto, la Lazio chiede un calcio di rigore per un contatto tra Fazzini e Frattesi. Dobbiamo tenere molto ben presente il movimento di Fazzini. Come vedete, non c’è alcun movimento di Fazzini verso Frattesi. È Frattesi che allarga la gamba, probabilmente per cercare di proteggere l’arrivo del pallone e, naturalmente, in questa in questo modo viene creato il contatto. Qua lo vediamo molto bene in questa lente che è perfetta. Vedete che c’è nessun movimento da parte di Fazzini verso il giocatore. Prosegue nella sua corsa dritta, anzi, un movimento dritto, dritto per dritto.
Dopodiché Frattesi, naturalmente allargando la gamba, abbiamo visto molto bene il movimento allargarsi di Frattesi e della gamba, crea il contatto, perché giustamente non è stato non è stato concesso il calcio di rigore. Questa è la prima ammonizione invece di Isaksen, si tratta di imprudenza e pochi minuti dopo, al 90esimo minuto, Isaksen scappa sulla fascia laterale, Hien viene saltato, allunga la gamba, ancora una volta imprudenza, seconda ammonizione e cartellino rosso conseguente, corretti entrambi. Grande partita di Isaksen devo dire. È un giocatore più maturo, è un giocatore che non soffre la responsabilità che Gattuso gli ha messo sulle sue spalle, sa benissimo di essere apprezzato dall’allenatore, ma è altrettanto vero, secondo me, che ha avuto bisogno di un po’ di tempo in più per capire veramente la sua forza.»
Lazio Cagliari, Marelli contesta la mancata interruzione dopo il colpo al volto di Deiola
Ben diverso il giudizio sull’episodio dell’83° minuto, quando una conclusione di Dele-Bashiru ha colpito violentemente il volto di Deiola.
Il centrocampista rossoblù è rimasto a terra, ma l’arbitro Colombo non ha fermato l’azione. La Lazio ha così trovato la rete del definitivo 2-1.
Per Marelli, il direttore di gara avrebbe dovuto interrompere il gioco per consentire i soccorsi al calciatore del Cagliari. Ecco il secondo blocco integrale:
«ritrovati, l’83esimo minuto, su un tiro di Dele-Bashiru il pallone spatte molto violentemente sul volto di Deiola. L’azione continua, nonostante ci sia il giocatore a terra, evidentemente Colombo non si è reso conto che il pallone ha colpito molto violentemente il volto di Deiola, che tra l’altro ci ha messo parecchio poi a riprendersi. Sul proseguo dell’azione, la Lazio segna la rete del 2-1. Naturalmente in questa circostanza è l’arbitro che deve interrompere il gioco, proprio perché si tratta di un colpo al volto, e come sappiamo il volto è tutelato particolarmente, non tanto nel regolamento perché non c’è una voce specifica nel regolamento, ma delle linee guida proprio per la sicurezza dei giocatori.
Un colpo al volto può essere pericoloso e va tutelato, soprattutto con delle dei soccorsi che siano il più veloci possibili. Probabilmente in questa circostanza Colombo ha pensato che il pallone abbia sbattuto non sul volto, ma sul petto oppure su una spalla o su qualche altra parte del corpo. In realtà la sa- la la la decisione più corretta sarebbe stata quella di interrompere il gioco. Naturalmente il VAR non può intervenire, perché non fa parte questa specificità dei casi nei quali il VAR può intervenire e rimane semplicemente una un errore di valutazione da parte dell’arbitro. Abbiamo visto poi Deiola ci ha messo parecchio a rimettersi in piedi, proprio perché il pallone, scagliato con molta forza da Dele-Bashiru da altra distanza molto ravvicinata, lo ha colpito direttamente e violentemente al volto. A voi.»
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Lazio Cagliari, perché il VAR non poteva correggere la decisione di Colombo
Il passaggio più interessante dell’analisi di Marelli riguarda proprio la distinzione tra una valutazione arbitrale errata e un episodio correggibile attraverso il VAR.
Secondo l’ex arbitro, la pallonata ricevuta da Deiola avrebbe richiesto l’interruzione del gioco per ragioni di sicurezza. Non si tratta, quindi, di individuare un fallo commesso da un avversario, ma di stabilire se fosse opportuno proseguire l’azione con un calciatore colpito violentemente al volto.
La mancata interruzione, tuttavia, non rientra tra le situazioni che consentono al VAR di intervenire. Per questo motivo, secondo la spiegazione di Marelli, la decisione è rimasta esclusivamente nelle mani di Colombo.
Per il Cagliari, l’episodio assume un peso particolare perché precede la rete che ha deciso l’incontro. La valutazione dell’ex direttore di gara è però circoscritta: il gioco avrebbe dovuto essere fermato, senza che ci fossero i presupposti per una successiva correzione tramite revisione video.
Resta così una differenza netta tra i due principali episodi esaminati: sul contatto Fazzini-Frattesi Marelli ha condiviso la decisione arbitrale, mentre sulla pallonata a Deiola ha individuato un errore nella gestione dell’azione.