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Italia, il nuovo ct avvolto dal mistero: “Irresponsabile”

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È ancora in alto mare la scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia e Malagò spegne le voci: “Irresponsabile”

Il futuro della Nazionale continua a restare pieno di domande. E forse non potrebbe essere diversamente dopo settimane di tensioni, discussioni e risultati che hanno lasciato parecchie ferite dentro l’ambiente azzurro.

Oggi il tema non è soltanto scegliere un nuovo commissario tecnico. Il punto vero è capire quale direzione voglia prendere il calcio italiano. Perché dopo gli ultimi fallimenti e le continue difficoltà nel costruire un progetto stabile, anche la scelta del ct rischia di diventare qualcosa di molto più delicato rispetto a una semplice nomina tecnica.

È in questo clima che sono arrivate le parole di Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della FIGC, intervenuto ai microfoni di Sky Sport.

Conte, Ranieri e il nodo della Nazionale

I nomi di Antonio Conte e Claudio Ranieri continuano a girare attorno alla panchina azzurra. Due profili molto diversi, ma entrambi considerati credibili per esperienza, personalità e capacità di gestione.

Conte a Dazn
Conte o Ranieri, Malagò non prende posizione (Screen Youtube Dazn) – Cagliarinews24.com

Malagò però ha scelto prudenza assoluta. “Penso che solamente un irresponsabile oggi potrebbe anticipare qualcosa”, ha dichiarato parlando proprio della questione ct. Una frase che racconta bene quanto la situazione sia ancora aperta e piena di variabili.

Poi ha aggiunto: “Bisogna avere un riscontro elettivo e capire le disponibilità”. Tradotto: prima bisognerà capire chi guiderà davvero la Federazione, poi eventualmente si entrerà nel vivo della scelta tecnica.

Ma il passaggio più interessante è arrivato subito dopo. “Su una cosa non ho dubbi: laddove dovessi avere questo onere e onore, dovrebbe essere qualcuno che abbracci un percorso su cui ognuno deve mettersi in gioco”. Una frase che sembra quasi voler allontanare l’idea del classico commissario tecnico chiamato soltanto per gestire le emergenze.

La FIGC cerca un progetto, non soltanto un nome

È qui che il discorso diventa più profondo. Perché Conte rappresenterebbe inevitabilmente una scelta forte, quasi da impatto immediato. Un allenatore capace di alzare subito il livello di tensione competitiva, ma anche abituato a lavorare con richieste molto precise e strutture solide alle spalle.

Ranieri invece sarebbe una figura diversa. Più equilibrata, più istituzionale forse, ma anche capace di tenere insieme ambiente, gruppo e pressione mediatica. Malagò però sembra voler mandare un messaggio abbastanza chiaro: chiunque arriverà dovrà accettare un percorso diverso rispetto a quello di un club.

“Non si può approcciare con le normali valutazioni che può fare un allenatore rispetto al mercato dei club”, ha spiegato. Ed è probabilmente proprio questo il vero problema della Nazionale oggi.

Convincere un allenatore importante a entrare dentro un sistema che negli ultimi anni ha dato spesso l’impressione di vivere senza continuità, senza programmazione vera e con pressioni enormi attorno a ogni scelta.

Nel frattempo i nomi continuano a circolare. Conte resta il sogno di molti tifosi. Ranieri viene visto come una figura capace di riportare serenità. Ma la sensazione è che, almeno per ora, la partita vera debba ancora iniziare.

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