Ionita: «Volevamo tre punti, ma siamo contenti del pari»

ionita
© foto www.cagliarinews24.com

Artur Ionita incassa con soddisfazione il pareggio odierno del Cagliari. Contro la Lazio il moldavo ha visto i rossoblù in crescita e assapora il ritorno a pieno regime

Cagliari-Lazio finisce zero a zero, un risultato che giunti a nove turni dal termine del campionato i rossoblù non avevano mai realizzato. E’ la seconda volta in stagione che la squadra di Rastelli arriva al triplice fischio con la porta inviolata, non succedeva da settembre: c’è il tanto per far sorridere Artur Ionita, che al termine della gara si è presentato in sala stampa al Sant’Elia. Il centrocampista moldavo, dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori cinque mesi, si sta riprendendo il centrocampo del Cagliari e sottolinea la crescita recente: «Dal primo minuto abbiamo giocato per i tre punti, ma siamo contenti anche del pareggio e del fatto che non abbiamo subito gol. Abbiamo lavorato bene in settimana, dopo Firenze era importante fare punti. Ora arriva la sosta e poi prepareremo bene la partita di Palermo. Sarà una gara importante e vogliamo vincerla. Sono tornato ma non mi sento intoccabile, abbiamo una squadra completa e tutti devono dimostrare in settimana di meritare una maglia da titolare. Non mi piace darmi voti, ci pensano mister e giornalisti a valutare; io faccio i complimenti a tutta la squadra oggi, abbiamo messo in campo la giusta grinta. Grazie ai tifosi che ci sono stati vicini. Il gol? Ci penso sempre, è bello segnare. Ho pazienza e lavoro duramente, sono sicuro che arriverà presto. Ora sto giocando anche più vicino alla porta, aspetto la palla giusta. Nel primo tempo ho sentito qualcosa al flessore, ma ho deciso di rientrare ed è andata bene. Non è facile rientrare dopo 5 mesi, ci sono giorni in cui fisicamente non riesci ad allenarti ma serve tanta pazienza. Partire per raggiungere la nazionale non è mai un fastidio, amo il mio paese e darò il massimo per la maglia. L’obiettivo per le ultime nove giornate? Migliorare e vincere più possibile. Da Firenze a oggi siamo cresciuti, abbiamo riguardato i nostri errori e siamo migliorati»