Il doppio ex Nastasio: «A Cagliari ricordi bellissimi, ma spero che il Livorno si salvi»

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Delle nove maglie che Corrado Nastasio ha vestito nel corso della sua carriera di calciatore sono due a campeggiare più in alto di tutte sulla sua parete dei ricordi. Livornese classe 1946, l’ex ala conserva naturalmente il tifo per la squadra della sua città e l’orgoglio di averne vestito l’amaranto, ma non dimentica certo quei due anni vissuti a Cagliari proprio quando l’isola entrava nella storia sportiva del nostro paese dalla porta principale dello Scudetto.

 

RICORDI ROSSOBLU’ – La doppia anima ha il suo specchio anche nel tifo: nella cittadina toscana convivono a poca distanza il Livorno Club “Il Porto – Corrado Nastasio” e il Cagliari Club Livorno, la cui inaugurazione è stata accompagnata proprio dall’ex rossoblù. Intervistato dal Tirreno, Nastasio ha ricordato quelle stagioni eroiche: «C’erano Riva e Boninsegna, nei piani iniziali dovevo fare l’ala per servirli, per supportarli. Ma poi successe qualcosa e Boninsegna tornò all’Inter, mentre in cambio arrivarono Domenghini, Gori e Poli. E così venne stravolto il sistema di gioco, tanto che alla fine collezionai solo due presenze. Ma alla fine arrivò lo scudetto, un sogno per me. Quella squadra era fortissima, non una favola come il Leicester di oggi. Rimasi anche l’anno successivo, giocando un po’ di più, segnando un gol con la maglia scudettata e debuttando in Coppa dei Campioni al Vicente Calderón».

 

SPERANZE AMARANTO – Domani il doppio ex porterà i suoi sentimenti contrastanti vicino al cuore dell’azione, sugli spalti del Sant’Elia. Prima di entrare nell’impianto Nastasio incontrerà i compagni di allora, sardi di nascita o adozione, e poi guarderà il settore ospiti per trovare con loi sguardo il “suo” club: «Quello scudetto mi ha regalato prestigio ed emozioni indescrivibili, ma vedere il mio nome in ogni stadio d’Italia  mi gratifica nello stesso modo. Anzi, forse di più. Per me il Livorno è tutto, adesso soffro in una maniera incredibile per questa situazione. Quest’anno sono stati fatti troppi errori: cambi in panchina, gestione del gruppo sbagliata, comportamenti poco professionali. Ma non è finita, io credo ancora nella salvezza. Non prendetemi per pazzo, secondo me a Cagliari c’è la possibilità di strappare un punticino. Poi ci aspettano tre partite abbordabili, anche se nel calcio non si sa mai. Insomma, possiamo fare 10 punti. E questo significherebbe entrare nei playout».

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