Genoa-Cagliari, le pagelle: rossoblu passivi e senza idee

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Genoa-Cagliari finisce 1-0: sardi senza idee nè mordente. Le pagelle della sfida del Ferraris

Il Cagliari cade al Ferraris dopo una prova opaca, passiva. Il Genoa festeggia grazie alla rete di Goran Pandev nel finale di primo tempo. La reazione dei sardi, se c’è stata, è stata tanto flebile da passare inosservata. Anzichè puntare sulle caratteristiche della propria squadra, Maran sceglie di adattarsi all’avversario. Come a Milano contro l’Inter, ma oggi l’avversario era un Genoa sì in ripresa, ma parecchio modesto.

CRONACA, SINTESI E TABELLINO DEL MATCH

Genoa-Cagliari, i voti

GENOA (3-5-2): Perin 6; Biraschi 6, Soumaoro 6.5, Masiello 6; Ghiglione 6.5 (dal 39′ Pandev 6.5), Sturaro 5.5, Schone 5.5 (dal 53′ Ankersen 6), Radovanovic 6, Criscito 6.5; Sanabria 6, Pinamonti 5.5 (dal 75′ Cassata sv). Allenatore: Nicola 6.5.

CAGLIARI (3-5-2): Cragno 6.5; Cacciatore sv (dal 24′ Mattiello 6), Pisacane 6, Klavan 6; Faragò sv (dal 14′ Walukiewicz 5.5), Nandez 6, Nainggolan 6, Ionita 5.5, Pellegrini 6; Joao Pedro 5, Simeone 5. Allenatore: Maran 5.

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Genoa-Cagliari, le pagelle motivate dei rossoblu

CRAGNO 6.5: sempre pronto e sicuro negli interventi, beffato dalla traiettoria del cross velenoso di Pandev.

CACCIATORE sv: qualche difficoltà nel gestire l’impostazione a destra sul pressing alto del Genoa. L’ingresso di Walukiewicz lo porta nella linea a 5 di centrocampo. Anche lui costretto all’uscita dopo nemmeno metà primo tempo. Dal 24′ MATTIELLO 6: incide poco e nulla, evitando di prendersi particolari responsabilità. Cresce col passare dei minuti.

PISACANE 6: Qualche pecca sul velenoso cross di Pandev che si infila in rete dopo il liscio di Sanabria. Sempre in posizione sui cross avversari ed a mettere una pezza, con le buone e con le cattive.

KLAVAN 6: bravo in chiusura e nelle diagonali, evita di prendersi particolari rischi in campo aperto contro Pinamonti e Sanabria. Dal 77′ PEREIRO sv: prende un giallo a pochi secondi dal suo esordio in Serie A. Entra quando la partita è compromessa e non dà il brio che Maran cercava.

FARAGÒ sv: nemmeno il tempo di entrare in partita: è costretto ad uscire per infortunio dopo neanche un quarto d’ora. Dal 14′ WALUKIEWICZ 5.5: qualche imprecisione in impostazione e colpevolmente immobile sul cross di Pandev. Ha ancora difficoltà a leggere gli attacchi avversari.

NANDEZ 6: spinge sulla destra, come al solito, e mette qualche cross degno di nota. Ma in avanti il Cagliari è piatto. In fase difensiva è abile in alcuni recuperi importanti.

NAINGGOLAN 6: in regia è meno appariscente del solito, anche perchè il Cagliari sceglie un atteggiamento meno propositivo, lasciando il possesso ai padroni di casa e palesando le difficoltà in fase offensiva nel 3-5-2. Nella ripresa gioca più vicino all’area, dai suoi piedi nascono delle situazioni interessanti.

IONITA 5.5: meno brillante del solito, macchinoso, poco intraprendente. Si limita al compitino in una gara in cui, invece, servono anche le giocate individuali per scardinare il blocco avversario.

PELLEGRINI 6: nella prima metà di primo tempo per poco non regala la rete del vantaggio al Genoa. Cresce gradualmente e nella ripresa staziona stabilmente nella trequarti avversaria, rendendosi anche protagonista di una bella azione in proprio.

JOAO PEDRO 5: tende a staccarsi dalla linea offensiva più del solito per raccogliere palla e lasciare spazio alle sue spalle, soprattutto in avvio. Molto lavoro sporco fuori dall’area e qualche potenziale occasione il bottino della sua gara. L’errore a pochi metri dalla porta nel recupero fa inevitabilmente calare il voto.

SIMEONE 5: tanto sacrificio, praticamente nessun pallone giocabile nei pressi dell’area di Perin.

MARAN 5: se il 3-5-2 in casa Cagliari non è sinonimo di passività, poco ci manca. La squadra è palesemente abituata ad un gioco fluido dalla metà campo in sù, con uno o due elementi che orbitano tra le linee. Sacrifica il collante offensivo per avere garanzie in difesa. nella seconda metà di gara alza il baricentro ma la partita è compromessa, anche perchè è costretto a bruciare due dei tre cambi a disposizione nella prima parte di primo tempo.