Cagliari, il ritorno di Bartosz Salamon

Salamon Cagliari
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Di nuovo titolare dopo quasi quattro mesi, nel corso della gara contro il Chievo Salamon ha dimostrato di poter insidiare le gerarchie difensive rossoblù

Baluardo della difesa del Cagliari che la scorsa stagione ha conquistato la Serie A, Bartosz Salamon nel campionato in corso ha sofferto l’innesto di qualità di Bruno Alves. Penalizzato per aver caratteristiche simili, oltre che meno esperienza, del portoghese Campione d’Europa, Salamon ha finora vissuto un torneo da seconda linea. Dopo la buona stagione in Serie B, il polacco è stato confermato dai vertici rossoblù ma ben presto le sue quotazioni sono drasticamente calate per favorire una difesa più assortita. Eppure in Serie A, dopo la poco fruttuosa esperienza alla Sampdoria del 2013/14 (appena 76′ in due apparizioni), il centrale di Poznan aveva dato l’impressione di poterci stare. Soprattutto nelle prime uscite stagionali, contro Roma e Bologna, Salamon si era reso autore di prove positive. Poi il ritorno di Ceppitelli aveva complicato i piani del polacco, che era tornato ad accomodarsi in panchina. Dopo aver racimolato appena 4′ nelle seguenti 5 giornate era giunta la chance di convincere Rastelli a puntare su di lui per il prosieguo del campionato ma il difensore, in linea con tutta la squadra, era affondato sotto i colpi della Viola: chance mandata in fumo, nei giorni seguenti Ceppitelli era tornato a disposizione facilitando a Rastelli il compito di scegliere il centrale da affiancare ad Alves. Le gerarchie sembravano ormai stabilite, con il polacco che però non ha mai smesso di cercare di convincere il tecnico nelle occasioni concessegli: dalle buone gare contro Chievo e Pescara a quella casalinga contro il Sassuolo. Proprio nel momento in cui il classe ’91 sembrava aver trovato continuità di prestazioni, però, è mancata quella di presenze: in 13 giornate ha messo insieme appena 17 minuti.

IL RITORNO – Nel frattempo Bartosz ha continuato a lavorare sodo in settimana ed i suoi sforzi sono stati premiati nella giornata di ieri. Contro il Chievo, complice la squalifica di Pisacane, è partito titolare al fianco di Bruno Alves tenendo sempre alta la guardia e sorvegliando un attaccante navigato come Pellissier. Nessuna sbavatura, nessun calo di concentrazione: alla fine del match è risultato uno dei giocatori più positivi del pomeriggio del Sant’Elia, tanto da essere premiato dai nostri lettori come il miglior rossoblù in campo. «Voglio affermarmi in Serie A. Tanti anni fa sono arrivato dalla Polonia con questo obiettivo, purtroppo non ci sono ancora riuscito. Oggi io e Deiola abbiamo dimostrato di non essere solo simpatici fuori dal campo, ma di meritare di stare qui», ha spiegato Salamon in sala stampa nel dopo gara. Dopo tanto grigio e qualche occasione di troppo non sfruttata, il difensore dei sardi vede finalmente il sole di Cagliari, con il gialloblù di Verona nel destino. Ieri, contro il Chievo, la sua migliore prestazione in massima serie. Una chance attesa da tempo e colta appieno, con l’obiettivo di affermarsi in quella Serie A assaporata per la prima volta il 23 marzo 2014 quando, con la maglia della Samp, esordiva in massima serie in una gara contro l’altra squadra di Verona, l’Hellas.

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