Cagliari-Parma, la conferenza di Maran: «Serve una partita da uomini»

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Cagliari-Parma, le sensazioni di Rolando Maran: l’allenatore rossoblù parla in conferenza stampa alla vigilia del delicato scontro salvezza

Una sola vittoria nelle ultime dieci partite fra campionato e coppa: la crisi del Cagliari è certificata da numeri impietosi e acuita da un’infermeria che priva Rolando Maran di diverse pedine importanti. Dietro l’angolo c’è la sfida con il Parma, un match ad alto coefficiente di difficoltà per via della pressione con cui ci arriva la squadra rossoblù e per l’attitudine al contropiede di un avversario che all’andata aveva fatto male alla squadra sarda. Questi e tanti altri saranno i temi della conferenza stampa che il tecnico del Cagliari terrà a partire dalle 12.30 per anticipare gli elementi di una partita delicatissima.

Maran parte dalla condizione dei suoi: «In questo momento abbiamo tanti indisponibili, bisogna essere forti e affrontare le cose di petto. Bisogna agire da uomini e affrontare il momento tutti insieme. Cerri si è fermato anche oggi, Romagna lo convoco ma difficilmente sarà utilizzabile. Il problema degli infortuni è che devi sempre considerare il tempo per il recupero della condizione dopo che la botta è assorbita. In campo dobbiamo avere meno paura, essere più sfrontati. Quando dico di prendere le cose di petto intendo quello, dare il massimo senza paure o ansie. Dobbiamo ritrovare quelle prestazioni che avevano emozionato i nostri tifosi. Dobbiamo scrollarci di dosso le paure e compattarci. La testa è quello su cui dobbiamo puntare, in settimana i ragazzi si preparano al meglio ma poi si sciolgono al primo episodio negativo: dobbiamo evitarlo, è una questione mentale. L’età media della squadra? Paradossalmente i giocatori più esperti leggono tutte le sfaccettature di una partita e sono più influenzabili rispetto magari a un ragazzo che sfrutta l’incoscienza. Dobbiamo sapere che i nostri tifosi capiscono i nostri sforzi e ci sostengono quando facciamo bene, sta a noi fare sì che accada. Il modulo? In questo periodo ne abbiamo alternati diversi, non è l’abito che conta ma la mentalità. Ci sarà da soffrire e ci sarà uno stadio che attacca e difende con noi, dobbiamo saperlo e mettercela tutta. Tutti dobbiamo prendere coscienza del momento della squadra. Le assenze non sono un alibi ma qualcosa da tenere a mente per superare il momento. Noi siamo i primi a dover dare segnali importanti, se lo facciamo la gente ci sosterrà. Se come allenatore non mi sentissi responsabile della squadra dovrei strappare il patentino. Dobbiamo fare di più tutti, sono successe tante cose che hanno falcidiato il nostro percorso e ora sta a noi dare di più».

I SINGOLI – «Despodov e Oliva? Cercano di inserirsi, hanno ancora delle difficoltà ma lavorano bene e confido di trovarli più pronti settimana dopo settimana. Deiola? Le sue caratteristiche in questo momento ci possono essere molto utili, ha ottime chance di partire titolare. I giocatori più esperti devono far capire il modo di interpretare la gara in campo, ma abbiamo bisogno anche di freschezza mentale. Per il lavoro che stiamo facendo in settimana ci meritiamo di uscire da questo momento negativo. Pesa la mancanza di vittorie, dobbiamo uscirne con rabbia e far diventare questo momento un ricordo: io ci credo molto. Bradaric ha aggiunto una settimana di lavoro, non è al top della condizione ma sta crescendo. ».

L’AVVERSARIO – L’allenatore rossoblù inquadra poi la gara di domani: «Il Parma ha vinto più in trasferta che in casa, la dice lunga sulle caratteristiche di una squadra che parte col baricentro basso e ti attacca in contropiede. Noi dobbiamo attaccare e difendere in undici, col coltello fra i denti, sapendo che ogni pallone è importante. Serve una partita di altissimo livello. Per la voglia che abbiamo dentro può diventare una gara complicata, dovremo essere bravi a leggere le fasi e le transizioni. Concedere troppe ripartenze al Parma sarebbe pericoloso, dobbiamo portare il fuoco in campo ma gestendolo accuratamente. Ho rivisto la gara dell’andata tante volte, dobbiamo fare tesoro degli errori pur sapendo che loro hanno giocatori forti: dobbiamo avere iniziativa e nessuna paura. »