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Cagliari, l’analisi su un centrocampo ancora in corso d’opera

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Dopo i sogni europei della passata stagione, ora il centrocampo del Cagliari è in continua evoluzione tra crescite e sicurezze già acquisite

Se nell’era Maran, il Cagliari poteva vantare un centrocampo da sogno, pronto per sbarcare il lunario, quest’anno, complice anche il ritorno di Nainggolan all’Inter, le cose sono un po’ cambiate. Il reparto resta sempre di grande qualità con nuovi interpreti che stanno portando una ventata di aria fresca e vecchi nomi che invece continuano a dare sicurezza ed esperienza a una squadra che fino alla partita contro la Roma non ha vissuto grandi momenti di gloria. Il ritorno del buon Ninja tra le fila rossoblù sarebbe una possibile soluzione a una situazione ancora travagliata.

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CENTROCAMPO A DUE – Eusebio Di Francesco arriva al Cagliari dopo l’esonero di Rolando Maran e Walter Zenga. Il suo obiettivo, fin dall’inizio, è stato quello di dare vitalità a una squadra completamente disorientata, senza più identità. Con forza e spirito, il mister abruzzese ha cercato di portare anche nella sua nuova squadra quello che era il suo modulo preferito, il 4-3-3 ma ben presto si è accorto che gli uomini a sua disposizione non erano adatti a quel gioco. Con il passaggio al 4-2-3-1 sono Marko Rog e Razvan Marin a portare sulle spalle la mediana del Cagliari, cercando così di dare equilibrio alla squadra. Come abbiamo potuto notare in queste prime partite, il loro non è sicuramente un compito semplice, devono cercare di trovare un’intesa perfetta che permetta loro di capirsi durante il gioco, in modo da non risultare troppo scoperti. La difficoltà, però, è ben comprensibile visto che entrambi i giocatori si sono adattati a un ruolo che non è il loro: fino alla passata stagione il croato era una mezzala mentre il giovane ex Ajax nasce come trequartista.

IN CORSO D’OPERA – Nonostante le difficoltà iniziali ci sono anche tante note positive di questo centrocampo a due che espone la squadra a non pochi rischi. Razvan Marin, partito un po’ con il freno tirato, è l’epicentro di una crescita che non può non giovare a tutta la squadra. L’inesperienza a volte gioca a suo sfavore facendolo risultare troppo leggero nei contrasti e poco pericoloso per gli avversari ma partita dopo partita sta mostrando sempre più qualità e più sicurezza, arrivando anche a segnare il suo primo gol in Serie A. Marko Rog, nonostante sia estremamente sacrificato nel suo nuovo ruolo, è sempre imbattibile, non sbaglia mai una mossa, in campo è un vero e proprio diavolo. A parte rarissime volte non si ferma mai, trascina i compagni con la sua aggressività. Il Cagliari ha poi la grandissima fortuna di avere Nahitan Nandez, che anche quando ha giocato come mediano ha dato un contributo fondamentale. Nonostante le assenze per la Nazionale e nonostante il Covid, El Leon sembra non aver mai paura di niente, anzi, sono gli altri a dover temere lui, il suo ruggito, la sua forza e la sua incredibile corsa. Impossibile rinunciare a un giocatore del suo calibro.

GLI ALTRI – Di Francesco, nel corso di queste partite, ha dato modo a tutti i suoi giocatori di scendere in campo e di fare la loro partita. Il mister sembra apprezzare le caratteristiche tecniche e l’atteggiamento di Fabrizio Caligara, gli dà fiducia nonostante il poco minutaggio a sua disposizione ma, proprio per questo, non ha mai occasione di dare vita a prestazioni di spessore. La sua qualità rimane comunque indubbia. Chi, invece, non sta rendendo come la passata stagione è Oliva. L’uruguagio che non parte quasi mai con la maglia da titolare, si limita molto spesso all’essenziale, giocando talvolta delle gare opache e altalenanti e non mettendo in mostra quelle che sono le sue vere capacità.

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