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Cagliari, la “maledizione” del trequartista: l’analisi sui moduli del passato e del futuro

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Era il lontano 2007/8 quando il Cagliari “scoprí” il ruolo del trequartista con Andrea Cossu ad incantare la Serie A

Era il lontano 2007/8 quando il Cagliari “scoprí” il ruolo del trequartista con Andrea Cossu ad incantare la Serie A. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma a parte rarissime eccezioni estemporanee, qualsiasi variante che non prevedesse il fantasista di ruolo o di fatto non ha mai portato risultati in casa rossoblú.

Il primo tentativo di rivoluzione venne fatto nel 2014 con il 433 di Zemaniana memoria e fu un autentico fiasco culminato con la retrocessione. Prevedeva il doppio trequartista il Cagliari brillante di Maran nella stagione 19/20 con Nainggolan e Joao Pedro ad ispirare Simeone. Poi la crisi di risultati e il 352 di Zenga non lasciò il segno. Ancora 433 con Di Francesco e anche in quell’occasione gli uomini rossoblú apparvero poco inclini per caratteristiche tecniche e tattiche a quel modulo, con l’equivoco tattico della collocazione di Joao Pedro. Poi ci fu l’avvento di Semplici che riuscí in controtendenza rispetto ai suoi predecessori, ad accantonare il fantasista ottenendo grandi risultati con il suo pragmatico 352, oltre che una salvezza insperata. Il fallimento del 352 di Mazzarri e gli ultimi poco brillanti esordi in Coppa Italia e in campionato potrebbero spingere Liverani ad accantonare il 433 per optare subito per il modulo a due punte e trequartista, magari proprio con un altro sardo ad inventare come Andrea cossu nel 2008: Marco Mancosu.

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