Cagliari-Inter 2-1, l’analisi tattica – VIDEO

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L’analisi tattica della vittoria del Cagliari sull’Inter per 2-1: pressing e ritmi alti hanno garantito il successo ai rossoblù

La partita perfetta. Il Cagliari ha messo in campo tutto quello che poteva, dal punto di vista motivazionale, tecnico e tattico, riuscendo alla fine ad avere la meglio sull’Inter per 2-1. Nel dettaglio andiamo ad analizzare meglio le situazioni che hanno deciso l’incontro della Sardegna Arena in favore dei rossoblù allenati da Rolando Maran.

Pressing e Cigarini

Le chiavi tattiche della partita sono state due: il pressing alto costante del Cagliari per tutti i 90′ e la grande libertà di cui ha goduto Cigarini per l’ora abbondante in cui è rimasto in campo. I rossoblù non hanno fatto ragionare la squadra di Spalletti, costretta più volte a ricorrere al lancio lungo di Handanovic per provare ad impostare l’azione. Solo con qualche cambio gioco i nerazzurri sono riusciti un paio di volte ad uscire, ma per gran parte del primo tempo non c’è stata gara. Non a caso il baricentro del Cagliari, secondo i dati della Lega di Serie A, di 51,38 metri, contro quello di 49,76 dell’Inter, a dimostrazione che nei primi 45′ si giocava molto più dalle parti di Handanovic che da quelle di Cragno. Nella ripresa l’Inter ha aumentato inevitabilmente la pressione offensiva per provare a recupare lo svantaggio, costringendo il Cagliari ad abbassarsi e soffrire. Nel corso della prima frazione è stata determinante anche la scelta di Spalletti di non mandare nessuno a disturbare Cigarini. Come contro il Parma, quando il regista ex Samp si ritrova in questa situazione domina il campo perché ha il tempo di pensare, impostare e dettare i ritmi di gioco.

Dominio aereo

Non lo scopriamo sicuramente questa settimana che il Cagliari ha nel gioco aereo il suo punto forte. Contro l’Inter queste caratteristiche si sono esaltate in più di un’occasione. Con Perisic e Politano pigri a rientrare, veniva lasciato infatti tanto spazio ai terzini.

Qui Srna mette un bel pallone dalla trequarti che Ionita non riesce a girare in rete. Si può notare, oltre allo spazio lasciato al 33 croato, come tutta la difesa nerazzurra finisca per essere attirata sul pallone e non preoccupandosi del secondo palo, dove rimane da solo Pavoletti.

Sull’1-0 è invece Pellegrini a crossare da buona posizione dalla sinistra. Handanovic con un miracolo nega la rete a Joao Pedro e come prima c’è un rossoblù solo sul secondo palo: questa volta il pallone sulla ribattuta del portiere arriva lì, peccato che Faragò spari alto da pochi passi.

L’1-0 rossoblù

Il Cagliari sblocca la gara al 31′ su un calcio di punizione, proprio con un colpo di testa. L’Inter commette l’errore di abbassare troppo la sua linea difensiva, permettendo ai saltatori del Cagliari di inserirsi con i tempi giusti. La palla di Cigarini è telecomandata per la testa di Ceppitelli. Poco importa se poi – secondo la Lega Serie A – la deviazione decisiva è quella di Perisic.

Il pareggio dell’Inter

Luca Ceppitelli è protagonista in negativo sull’1-1 nerazzurro. Politano serve di prima intenzione in parallela Nainggolan, che si smarca sulla destra. Con Pellegrini in copertura sul numero 16 nerazzurro, è Pisacane a doversi allargare, lasciando scoperto un buco che Cigarini va a coprire in modo non troppo deciso.

Ceppitelli però si perde il movimento di Lautaro Martinez, facendosi bruciare sul primo palo al momento del cross. Il colpo di testa dell’argentino è forte, ma non preciso: passa in mezzo alle gambe di Cragno, che avrebbe sicuramente potuto fare meglio in questa occasione.

Il 2-1 di Pavoletti

Il Cagliari dopo il gol subito non smette di fare la sua partita e con un’azione da manuale si riporta in vantaggio alla fine del primo tempo. Cigarini, come detto, è lasciato colpevolmente troppo solo di impostare per tutto il match: ha quindi lo spazio per verticalizza su Faragò, che di prima intenzione allarga su Srna.

Perisic è lento a rientrare, così sul terzino croato rossoblù deve uscire Asamoah, che pochi istanti prima stava marcando Faragò. Questo lascia tutto il tempo a Srna di prendere la mira e crossare di prima intenzione. Il pallone non è per la testa di Pavoletti, ma per il suo destro: con una gran girata al volo (dopo il tentativo a vuoto di Skriniar) il numero 30 batte un incredulo e immobile Handanovic. È il gol che decide la partita.