Cagliari: da dove partire per migliorare?

© foto Bologna 31/10/2020 - campionato di calcio serie A / Bologna-Cagliari / foto Image Sport nella foto: esultanza gol Joao Pedro

Dopo il match contro il Bologna,il Cagliari conferma i suoi punti forti ma anche i suoi punti deboli: promosso l’attacco, bocciata la difesa.

Sette punti e dodicesimo posto in classifica, non abbastanza per un Cagliari che con il nuovo tecnico Eusebio Di Francesco puntava a ritrovare, dopo le turbolenze della scorsa stagione, la propria identità, a rafforzarla e a mostrarla in campo. In queste prime sei partite di campionato i rossoblù hanno raccolto un pareggio con il Sassuolo, due grandi vittorie consecutive con Torino e Crotone ma anche tre sconfitte piuttosto amare con Lazio, Atalanta, Bologna. La partita di sabato contro la compagine di Sinisa Mihajlovic ha confermato quelli che sembravano essere i punti di forza e i punti deboli della squadra sarda.

BOCCIATO – Bocciato in toto il reparto difensivo che nonostante la presenza di Godin e di un rinvigorito Sebastian Walukiewicz continua a fare acqua da tutte le parti. Di Francesco non ci sta: troppi gol subiti, troppo spazio lasciato agli avversari, troppe partite sprecate non avendole chiuse in anticipo. Il risultato del match contro il Bologna parla da sé: i felsinei hanno provato a tirare 22 volte (9 nello specchio) mentre i rossoblù solo 7 volte. Anche Razvan Marin e Marko Rog (che non gioca nel suo ruolo abituale), però, sulla linea di centrocampo non stanno offrendo prestazioni molto positive e soprattutto non stanno fornendo quella copertura che occorrerebbe alla squadra. Diego Godin, arrivato a Cagliari con la voglia di rilanciarsi dopo la brutta esperienza all’Inter, dimostra di avere esperienza ma non riesce ancora a integrarsi bene nel gruppo, talvolta sbagliando un pochino troppo. Walukiewicz, rispetto alla scorsa stagione, promette bene. Gli è bastato un pizzico di fiducia in più e le sue prestazioni nella nazionale polacca. Zappa e Lykoggianis, i due terzini, non stanno dando il massimo ma fanno comunque la loro parte. In panchina, nella speranza di qualche minuto in campo, restano Klavan, Pisacane, Ceppitelli (nuovamente infortunato), Faragò, Tripaldelli e Carboni che potrebbe fare un passo indietro e tornare in Primavera.

PROMOSSO – Sul fronte offensivo, niente da dire. Joao Pedro e il Cholito, Giovanni Simeone sono partiti al massimo e a ogni partita sembrano essere sempre più carichi: quattro reti per il brasiliano e cinque per l’argentino. Nandez, Sottil e Ounas promossi a pieni voti. Corrono sulla fascia con una velocità e un ritmo invidiabili. Leonardo Pavoletti, quando entra in campo, anche se solo per pochi minuti, riesce a mettere subito in difficoltà la difesa avversaria. È pronto per tornare e mettere finalmente in rete, dopo mesi da incubo, quella palla che l’ha fatto diventare un bomber.

COSA EMERGE – Un Cagliari con una doppia faccia, con un forte squilibrio tra i diversi fronti. Questo è un Cagliari che, come ha detto più volte il mister Di Francesco, deve necessariamente lavorare e migliorare, fare il più possibile squadra per invertire il trend e diventare non una delle compagini della Serie A che subisce di più ma una di quelle che non fa sconti a nessuno.

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