Zenga: «Voglio un Cagliari che provi a battere la Juve»

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© foto cagliaricalcio.com

Vigilia di Cagliari-Juventus, la conferenza stampa di Walter Zenga: le condizioni dei suoi, il periodo nero e qualche indizio sul match di domani

Nel pomeriggio Walter Zenga ha tenuto la video-conferenza della vigilia di Cagliari-Juventus. Aria di addio per il tecnico rossoblu, che ha parlato molto poco del match di domani e parecchio del periodo della sua squadra, evidenziando le attenuanti del periodo.

Cagliari-Juventus, la vigilia di Zenga

Ecco il mister rossoblu: «Mi aspetto una Juventus che non regala nulla a nessuno, come fanno le grandi squadre in qualsiasi gara e mi aspetto un Cagliari che sappia giocarsi le sue carte con spensieratezza, provando a vincerla. La vittoria ci manca da un po’ ma tolti alcuni casi la squadra si è sempre espressa bene. I numeri a volte condannano.

PERIODO NERO – «Nandez? Il problema è che quando avevamo trovato l’assetto è mancato Nainggolan, poi Pellegrini, poi Rog e ora Nandez. Sono montagne russe, stiamo pagando un prezzo altissimo nei giocatori più rappresentativi. Con i due mediani, Nainggolan dietro le punte e Pellegrini a sinistra abbiamo fatto belle cose, poi è cambiato tutto e c’è poco tempo per fare prove. Tutti hanno dato il loro contributo, chi adattandosi chi dando il meglio».

LA SQUADRA – «Rog credo che possa star bene, non ha iniziato l’ultima gara per la botta presa alla caviglia e un problema alla schiena. Oggi spero di averlo a disposizione, in mezzo al campo abbiamo diverse soluzioni. Pereiro è entrato bene. Per me deve giocare sotto la punta, non dietro le punte. Gli diamo le sue possibilità. In questo periodo ho dato chance a tutti, in modo che la società possa valutare tutta la rosa. Tanti sono rientrati, da Ceppitelli a Klavan passando per tanti altri. Tanti hanno acciacchi ma stringono i denti e giocano nonostante il dolore, altri corrono il doppio per cercare di contribuire di più. Con un gruppo così si poteva fare di più? Sicuramente sì. Difesa a tre o a quattro? Domenica siamo tornati a 4 perché avevo visto la squadra un po’ appiattita, ma il gol lampo non dipende da quanti fossero in linea. Contro l’Udinese non ho fatto difesa a tre, chi l’ha scritto si sbaglia. Domani invece è più facile che ci disponiamo a tre, dipenderà dal centrocampo. Ladinetti? Dopo l’esordio col Sassuolo era l’occasione giusta per una gara da titolare, lui però è più abituato a giocare da play e non col doppio mediano. Carboni è entrato prima perché era più pronto, ma ha fatto bene anche Marigosu che io chiamo Gianfranco per un paragone di prestigio. Se giochiamo a tre a centrocampo Ladinetti può partire titolare anche domani».

AMAREZZA POST LOCKDOWN – «In due mesi un allenatore incide poco, è impossibile lavorare sui dettagli. Non mi dà fastidio essere messo in discussione, fa parte del gioco. Mi dispiacciono gli attacchi personali. Quando mi chiedete delle motivazioni non cerco alibi, ma se avessimo fatto 10 punti adesso staremmo a parlare di una squadra in forma, invece li abbiamo fatti prima degli infortuni. Nonostante squadra salva e presunte scarse motivazioni, i giocatori hanno chiesto di andare in ritiro da stasera per concentrarsi bene».

CRITICHE – «Il campionato del Cagliari è stato strano, tutti hanno diritto di arrabbiarsi se si perde ed è giusto. Se ci fossero stati i tifosi il primo a uscire a prendere i fischi sarei stato io come è giusto che sia. Presidente arrabbiato? Giusto anche quello, sta a lui fare le valutazioni. Se volete vi nomino uno per uno i giocatori scesi in campo domenica e vi racconto dei problemi per ognuno. Le mie responsabilità me le prendo per il periodo che ho dovuto sopportare. Tre mesi di clausura, poi tre settimane di allenamento e il tour de force. Non posso rispondere del campionato che ha fatto il Cagliari prima che arrivassi. Se guardiamo il Cagliari dell’andata possiamo catalogare la stagione come fallimentare; se ripartiamo dalla sconfitta di Verona direi che è stato fatto uno sforzo non indifferente per fare i 10 punti salvezza. Ho man mano abbassato l’asticella perché tanti sono venuti a mancare e altri hanno accumulato stanchezza per aver dovuto fare gli straordinari».

Dichiarazioni raccolte da Sergio Cadeddu