Zenga: «Fiducia in Joao Pedro. Nainggolan è irrinunciabile»

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© foto cagliaricalcio.com

A 24 ore da Cagliari-Lecce parla Walter Zenga. Il tecnico rossoblù anticipa i temi della sfida contro i giallorossi affamati di punti salvezza

Più mente che gambe, più attenzione alla condizione atletica che alle esigenze tattiche. In questo finale di campionato a ritmo accelerato anche le conferenza stampa degli allenatori sono diverse dal solito. Oggi Walter Zenga presenta CagliariLecce, sfida che mette a confronto i rossoblù reduci dal buon pareggio di Firenze e i salentini che dopo lo sgambetto alla Lazio vedono alimentarsi la fiammella della speranza di salvezza. Le parole dell’allenatore del Cagliari a poco più di 24 ore dal match della Sardegna Arena.

MOTIVAZIONI «Quando lavori per un club devi onorare la maglia e rispettare i tifosi. Ma rispettare anche te stesso dando il meglio. Il Lecce si gioca tanto, ma avrà anche scontri diretti sul suo percorso. Le motivazioni? Sono sempre dentro di noi, nelle giornate di lavoro. Non devo motivare qualcosa di speciale, hai una maglia con un emblema da onorare e sette partite per dare il massimo».

RITMO CAMPIONATO – «Ho allenato nei paesi arabi dove si gioca col caldo. Cambia il fatto che gli allenamenti sono differenti, giocando ogni tre giorni cambiano le prospettive. In un campionato normale un giocatore ha almeno una settimana per recuperare dai piccoli infortuni, qui salta almeno tre gare e se non sta attento anche di più. Serve attenzione nelle scelte, sia all’inizio che a partita in corso».

TRAGUARDO «Cento panchine in Serie A sono un bel traguardo, l’emozione della prima resta indimenticabile. Potevano essere di più se fossi stato più paziente e bravo a gestirmi. Fra i vari campionati e le coppe penso di essere vicino alle 500, l’esperienza porta sempre benefici».

INFORTUNATI «Dalla gara di Firenze penso abbiamo recuperato bene. Klavan? Era un piccolo infortunio ma ha saltato più gare per il discorso che facevo prima. Diverso da infortuni più seri come quello di Oliva».

MODULO «Cambiare tattica? Se una squadra trova la sua dimensione possono cambiare gli interpreti ma non avrebbe senso stravolgere il sistema nelle 48 ore fra una partita e l’altra».

LECCE «Il Lecce ha fatto buone gare, perdendo punti per caso contro squadre importanti come il Milan, è una bella squadra allenata molto bene da un ragazzo che conosco per averlo avuto al Palermo. Ci vuole una prestazione di livello da parte nostra».

SINGOLI «Joao Pedro? Finché cammina gioca. Ho fiducia illimitata in lui, chi lo critica dovrebbe cambiare mestiere. Possiamo giocare col doppio mediano o col play, che può essere Cigarini o Birsa ma anche Rog. Il doppio mediano ci dà più possibilità di variare a seconda dei momenti della partita. Nainggolan è fondamentale per questa squadra, per intelligenza e tecnica. Molto difficilmente rinuncio a lui. Il dilemma di un allenatore è sempre lo stesso: se vedi che la squadra gira perché cambiare formazione? Poi la norma ci permette di fare dei cambi e li sfruttiamo. Tre o cinque, dipende dalle circostanze. Pereiro? Se lo convoco vuol dire che sta bene e può giocare. In avanti ho tante alternative».

ZERO SODDISFAZIONE «Il mio grado di soddisfazione? Zero. Io non sono mai soddisfatto, ogni volta che finisce una partita mi faccio mille critiche. Se sei soddisfatto vuol dire che non sei sul pezzo, perché non puoi essere contento al 100%. Il rammarico è non poter lavorare su quelle piccole cose che ti permettono le settimane tipo o i ritiri. C’è poco tempo, questo mi frustra un po’».

LIVERANI«Quando ero al Palermo, Liverani aveva un ginocchio ko, rientrò solo per pochi minuti nell’ultima partita. Si vedeva che sarebbe diventato un allenatore, guardava tutto e mi chiedeva le cose giuste. Quando vedo una persona che ha tenacia mi levo il cappello, complimenti a lui».

SIMEONE E IL VAR «Simeone? Cito tre episodi: un fallo da rosso di Tomyiasu del Bologna, il gol annullato a Gio contro l’Atalanta e il fuorigioco millimetrico di Firenze. In questi tre casi siamo stati molto sfortunati, forse avrebbero indirizzato diversamente le tre gare. Alcune partite sarebbero state diverse andando in vantaggio, penso a quelle con Atalanta e Fiorentina. Simeone ha segnato sei volte in sei gare, peccato i due gol annullati».

CLASSIFICA «Ho sempre sentito dire che le squadre senza pressioni di classifica giocano meglio. Dite che siamo tranquilli? E allora non preoccupatevi perché giocheremo meglio. Dobbiamo fare il massimo perché rispettare il Lecce è rispettare noi stessi».

LA DIFESA «Carboni? Gli ho raccontato l’espulsione di Radja alla sua terza gara col Cagliari. Ha solo fatto un errore, io sono il primo che sbaglia. Non c’è problema. Lykogiannis? Penso sempre a opzioni che possono essere utili a partita in corso, fra quelle ho notato che lui ha le qualità per fare anche il centrale a tre. Teoricamente lo può fare anche Faragò».

PERCORSO «Valuto il nostro percorso dalla Spal in avanti, quello col Verona era un recupero del campionato precedente. Lo direi anche se l’avessimo vinta. Segnano solo gli attaccanti? Dobbiamo migliorare e portare più uomini verso la porta, ci stiamo lavorando».