Srna, dal no al Barcellona al possibile arrivo al Cagliari

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Il difensore croato Darijo Srna rifiutò un anno e mezzo fa il trasferimento al Barcellona. Ora potrebbe invece firmare per il Cagliari

Come cambiano le cose nel calcio in un anno e mezzo. Nel gennaio del 2017 Darijo Srna era ad un passo dal lasciare lo Shakhtar Donetsk per vestire la maglia del Barcellona. Era forte l’interesse dei blaugrana nei confronti del terzino croato classe 1982, considerato come uno dei migliori nel suo ruolo. Esterno basso, dotato di un buon piede, capace di offendere e giocare in posizione più avanzata, in grado di tirare punizioni (sia in porta che cross), rigori e calci d’angolo, Srna è un’istituzione del calcio croato e ucraino. Sorprese tutti però quando in quella sessione di mercato rifiutò la possibilità di giocare con Messi e Suarez: «Ho ascoltato il mio cuore e ho deciso di rimanere allo Shakhtar». Sul mancato trasferimento in Catalogna è tornato poi lo scorso giugno, al momento rinnovare con i minatori per un altro anno: «Il mio cuore è qui. Se me ne fossi andato non me lo sarei mai perdonato».

FINE CARRIERA – La carriera di Srna, che il 1° maggio ha compiuto 36 anni, non terminerà però con la maglia che ha indossato per ben 15 stagioni. Al momento del rinnovo aveva detto: «Voglio terminare la mia carriera qui. Amo e rispetto così tanto lo Shakhtar che non pretenderà di giocare a ogni costo». Quest’estate però non ci sarà nessun altro prolungamento e per l’ormai ex capitano degli ucraini è tempo di trovare una nuova squadra. Sembrava destinato al Paok Salonicco, ma ha rifiutato i greci perché non sarebbe stato una delle prime scelte del tecnico Razvan Lucescu, figlio di quel Mircea che l’ha allenato allo Shakhtar dal 2004 al 2016.

CAGLIARI – Dal no al Barcellona al possibile sì al Cagliari. Ieri, come noto, Srna è sbarcato in Sardegna e insieme al suo procuratore e al direttore generale del club rossoblù Mario Passetti ha visitato la città, ha pranzato in un noto locale del centro storico e ha visitato le strutture a disposizione della società. Sulla sua parabola discendente dell’ultimo anno e mezzo ha influito sicuramente la squalifica per doping, dopo essere risultato positivo ad un controllo al termine della gara di Champions League contro il Napoli nello scorso settembre. Potrà tornare a giocare il 23 agosto: giusto in tempo per l’inizio della stagione, la prima dopo 15 anni con una maglia diversa da quella dello Shakhtar.

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