Sottil: «Non vedo l’ora di iniziare con questi colori»

© foto Elena Accardi per CagliariNews24.com

Riccardo Sottil ha rilasciato la sua prima intervista rossoblù. Il giovane esterno ha espresso tutta la sua gioia per l’inizio dell’avventura Cagliari

In attesa della presentazione ufficiale con i media, il neo acquisto del Cagliari Riccardo Sottil è stato intervistato dai microfoni della società rossoblù. Il giovane esterno ha raccontato quale è stata la motivazione nella scelta del Club sardo e non ha negato l’emozione e la voglia di voler vestire i colori di squadra e di dimostrare ai suoi nuovi tifosi tutte le sue qualità.

LE DICHIARAZIONI – «Appena mi hanno offerto Cagliari, non ho dubitato a venire qua, perché è una piazza gloriosa, c’è tanta passione e mi è stato dimostrato subito tanto affetto, già al mio arrivo in aeroporto, dove ho ricevuto una bella accoglienza che non mi aspettavo. Sono carichissimo e non vedo l’ora di iniziare questo campionato con questi nuovi colori. Sono un esterno d’attacco offensivo, posso giocare sia a destra che a sinistra, ma ho ricoperto anche altri ruoli come quello di trequartista e seconda punta. Sono un giocatore che ha come punti di forza il dribbling e l’accelerazione. Con i miei di reparto ho avuto modo di conoscerli bene in questi due giorni che son qui, ma son tutti nomi importanti che già conoscevo. Sono tutti ottimi giocatori, sia Pavoletti che Simeone e Joao Pedro e tutti hanno più esperienza di me. Io cerco di rubare le loro migliori caratteristiche per imparare e metterle nel mio bagaglio. Ciò che forse più mi ha convinto per venire qua è stato anche il mister, perché fa giocare un calcio molto offensivo e per un giovane avere un mister come Di Francesco, al giorno d’oggi, è molto importante per la propria crescita. L’obiettivo principale è quello di mettere le mie qualità a disposizione del mister e della squadra. Son venuto spesso in vacanza in Sardegna con la mia famiglia, è un’isola splendida dove si vive benissimo, dove c’è bellissima gente e sicuramente l’ambiente che c’è è una marcia in più per spingere un calciatore a fare bene».

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