Samp-Cagliari, Giampaolo: «Turnover? Sì, ma vogliamo gli ottavi»

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Verso Sampdoria-Cagliari, gara valida per il IV turno di Coppa Italia. Il tecnico della Sampdoria Giampaolo varerà il turnover ma punta gli ottavi: «Occasione per chi ha giocato meno, ma vogliamo passare il turno»

Reduce dal pareggio in rimonta allo Scida di Crotone, la Sampdoria ha già messo nel mirino la gara di Coppa Italia in programma domani al Ferraris contro il Cagliari. Il tecnico dei blucerchiati Marco Giampaolo non ha fatto mistero di pensare concretamente al turnover per far rifiatare chi è stato impegnato di più nel primo terzo di campionato e cercare certezze nei giocatori meno utilizzati.
OCCASIONE – «La Coppa Italia è un’opportunità, perché all’inizio serve per rodare le squadre in agosto, quando gli appuntamenti capitano nei mesi di novembre-dicembre per qualcuno è un fastidio ma poi tutti vorrebbero giocarla – ha detto il tecnico ai microfoni di SampTV. Giochiamo per cercare di superare il turno. È un’occasione per far giocare chi ha giocato meno, per capire a che punto stanno sul piano fisico e tecnico. Sarà una partita con motivazioni, da dentro o fuori, è una bella vetrina e vogliamo andare avanti. Giocherà chi ha giocato meno, in tal modo saranno tutti partecipi».
TURNOVER – Anche l’avversario, falcidiato dagli infortuni, scenderà in campo con parecchi volti nuovi rispetto all’11 ideale: «Il Cagliari? In casa loro non guardo, non conosco le loro situazioni interne, io penso alla mia squadra e alla gestione della rosa, abbiamo giocato domenica e penso che cambierò qualcosa per essere competitivo. Stavo riguardando adesso Cagliari-Sampdoria, la quarta sconfitta consecutiva della striscia negativa: riguardandola ho avuto la conferma che quando accumuli sconfitte giochi peggio con più preoccupazione e meno spensieratezza. Riguardandola ho avuto anche qualche spunto, la testa fa la differenza nel calcio. Una squadra di calcio più o meno ci possono essere delle gerarchie: chi gioca più, chi meno, chi un certo tot di minuti. Domani sarà una gara in cui potrò fare delle valutazioni: avere le stesse gerarchie consolidate nel tempo rischia di appiattirti e peggiorare la qualità degli allenamenti. Faccio un discorso più generale: voglio una squadra viva e voglio dare sempre una possibilità a tutti. Ognuno avrà la possibilità di farsi notare e sarà così fino a fine anno».

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