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Protti: «Pavoletti gioca ancora con passione. Mazzarri fondamentale, salverà il Cagliari»

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Lo storico ex attaccante italiano Protti ha confrontato il calcio dei suoi tempi con quello moderno

Igor Protti, storico ex attaccante italiano che ha vestito tra le altre anche la maglia del Livorno, in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha fatto un confronto tra il suo calcio e quello moderno. 

NAZIONALE – «Oggi fanno un paio di partite buone e già si parla di azzurro. Io l’avrei meritato dopo i 24 gol di Bari. Ma c’erano Baggio, Zola, Casiraghi, Signori. Gente forte. E Arrigo Sacchi non mi ha mai chiamato. Le dirò di più: Sacchi, quando ero al Rimini, a 17 anni, disse che non sarei potuto andare oltre la C. Non aveva torto, allora. Ma da quel giorno ho lavorato duro per arrivare più in alto possibile. E almeno un’amichevole con l’Italia l’avrei meritata. Con Kennet Andersson, anche se quel Bari poi finì in Serie B, facemmo 36 gol in due: io 24, lui 12». 

PROTTI ORA – «Vivo a Cecina. Nicolas, 28 anni, da poco mi ha reso nonno di Flavio, Noemi, 23, ama la pasticceria e lavora in un locale. Sa che vado matto per la crema e ogni tanto una millefoglie me la fa». 

RINUNCIARE A UN MILIARDO DI LIRE – «Ormai fa parte del passato. Io quel gesto l’ho fatto e lo rifarei, ma non esiste più il calcio dei sentimenti che abbiamo vissuto io e Cristiano Lucarelli. Ora gli stipendi sono assurdi. Quel che certi calciatori prendono in un mese noi lo prendevamo in un paio d’anni. Ecco, Pavoletti, che ha fatto la gavetta, mi sembra uno che gioca ancora con la passione. Ci mette il cuore. Mostra senso di appartenenza. L’ho ringraziato per quel poster. E senza quei due brutti infortuni, sarebbe ancora da Nazionale». 

MIGLIORE IN ITALIA – «Ciro Immobile. Senza dubbio. Fa gol in ogni modo. Un centravanti vero. Anche se c’è chi si azzarda a criticarlo perché in Nazionale non segna come in A». 

COME PROTTI – «Lautaro Martinez. Mi sembra che lui abbia le caratteristiche che avevo io. Mi piace molto. Scamacca è bravo. Ha potenzialità enormi. Ma Roberto Mancini, col quale ho giocato alla Lazio, e pure in doppio nei tornei di tennis in Sardegna, sa cosa fare». 

ALLEGRI – «È coerente e oggettivo e bravo nella gestione. Non butta fumo negli occhi e non è un ciarlatano. Ci ho giocato negli Anni 80 a Livorno e a Napoli». 

MAZZARRI – «Per noi fu fondamentale, ci portò dalla B alla A. Dava equilibrio e ci faceva giocare bene. A me e Cristiano dava molta libertà. Ha carattere e sono convinto che salverà il Cagliari. Se non ci avesse creduto non avrebbe accettato l’incarico». 

CRISTIANO LUCARELLI – «Siamo sempre rimasti in contatto. Abbiamo lavorato insieme nel Tuttocuoio e nel Livorno, io da dirigente, lui da allenatore. Bellissimo rapporto. Sta facendo bene a Terni». 

INTER – «Avevo già firmato il contratto, ma non vendettero Zamorano e non si fece più nulla. È andata bene ugualmente perché poi mi prese la Lazio».

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