Primavera, Canzi: «Il degno coronamento di una grande stagione»

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La Primavera del Cagliari ha concluso la sua stagione vincendo la finale playoff contro l’Empoli. Le parole del tecnico Max Canzi

Il campionato Primavera 1 era già stato raggiunto grazie alla vittoria sul Bari. Il Cagliari ha però onorato i playoff, vincendo anche la finale di Empoli per 3-1 contro i toscani padroni di casa. I dati della post season non possono che far sorridere il tecnico Max Canzi, con 7 gol fatti e appena 2 subiti in 2 gare: «Questi dati la dicono lunga, avremmo meritato di vincere il campionato, pur facendo tanto di cappello al Palermo – le parole dell’allenatore sul sito del Cagliari CalcioLa vittoria di oggi è comunque la ciliegina sulla torta, il degno coronamento di una grande stagione. Abbiamo fornito una prestazione superlativa, dando spazio a qualche ragazzo che aveva giocato poco ma che ha sempre dato l’anima in quanto ad impegno. Mi riferisco a Colarieti, Camba, Fabio Doratiotto e Sarritzu: giocatori che non avevano il ritmo partita ma che era giusto oggi utilizzare dal primo minuto. Ho sempre sostenuto che la promozione è stata ottenuta giocando di squadra, abbiamo finito di squadra».

VOGLIA DI VINCERE – Nonostante la promozione fosse già ottenuta, non è mancata la voglia di vincere anche ad Empoli: «Lo sapevo, volevamo vincerla – prosegue Canzi – Sul campo abbiamo messo in pratica quanto provato in settimana: siamo stati molto aggressivi, impedendo di giocare ad una squadra molto tecnica come l’Empoli. Abbiamo pressato da tutte le parti, rischiando anche l’uno contro uno, infatti l’azione del rigore è nata così: ma era un rischio calcolato. Nella ripresa l’Empoli ha tentato il tutto per tutto, un po’ abbiamo sofferto, ma abbiamo anche avuto le occasioni per chiuderla prima: in modo particolare Kouadio è stato fermato per un fuorigioco molto dubbio mentre scattava tutto solo verso la porta. Nonostante il gran caldo, la squadra ha retto sino alla fine, indice di un’ottima condizione atletica. Se è stato più bello vincere così, ai playoff? Non voglio fare la volpe e l’uva, mi sarebbe piaciuto vincere il campionato; però diciamo che la gioia è doppia quando le soddisfazioni tornano dopo le privazioni. La dedica? Alla mia famiglia, che vedo un giorno alla settimana e che ha sempre pesato la mia presenza in termini di qualità più che di quantità».

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