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Pisacane: «Il pubblico può infuocare la partita, sentirli vicino è importantissimo»

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Fabio Pisacane, allenatore della Primavera del Cagliari, ha rilasciato delle dichiarazioni durante la trasmissione di Radiolina

Questa sera a partire dalle ore 18:30 andrà in scena l’intervista a Fabio Pisacane, allenatore della Primavera del Cagliari, presso la trasmissione di Radiolina “Il Cagliari in Diretta”. La formazione sarda U 19 è riuscita a rimanere nel campionato Primavera 1 grazie ad una vittoria sul Frosinone (1-3) maturata all’ultima giornata. CagliariNews24 vi riporterà le sue parole in tempo reale. Queste le sue dichiarazioni:

ESPERIENZA PRIMAVERA – «24 marzo è iniziata, è stata un fulmine a ciel sereno. Mi era già successo di subentrare, dopo essere stato nello staff di Liverani sono andato nella primavera. L’importante è vestire il rossoblù. Ringrazio chi mi ha dato questa possibilità»

RANIERI – «Se parliamo di stato d’animo nessuno di noi avrebbe scommesso. Quando è arrivato mister Ranieri questo stato d’animo è cambiato, la squadra aveva deluso le attese anche se è stata costruita per salire. La responsabilità era comunque di tutte le parti»

PARMA – «E’ stata una di quelle partire che mi sarebbe piaciuto vivere da dentro, mi è successo. Nandez è stato l’animo l’altra sera, era giusto che facesse quel cross. Lo spirito di Nandez si è unito a quello di un ragazzo che in un tempo ha distrutto la difesa avversaria»

GIOCATORI PRONTI – «Negli ultimi anni si, si vede da Kourfa, Luvumbo ecc. Ci sono giocatori validi in primavera, sperando che possano emulare quello che ha fatto anche Obert. Alcuni sono a fine ciclo, il saluto di ieri sera è stato per gli over. Salutano Cagliari dopo un percorso lungo, non vorresti che arrivasse questo momento ma capita. Sono ancora giocatori del Cagliari e possono stuzzicare la prima squadra»

CARATTERISTICHE – «Talento? Da quando sono arrivato ho cercato di infondere la mia mentalità, volevo una squadra con lo spitrito guerriero nel DNA. Volevo capissero che la partita non finisce mai ed alcune partite le abbiamo riprese. Avevamo una delle difese più fisiche nonostante tutto»

DOSSENA – «Dossena dal primo minuto contro il Cosenza? Io ho avuto il piacere di vederlo per 4-5 mesi, pensavo che quella partita fosse un crocevia per liberare la testa e lui mi sembrava quello con la testa più libera. L’ho sostenuto, veniva dall’Avellino come me, non era considerato perchè veniva dal basso. Succede, devi dimostrare di meritare il Cagliari. Aveva una storia che mi assomigliava, è un lottatore che non si risparmia e quindi ho fatto questa scelta»

DIFESA – «Da gennaio in poi il Cagliari ha avuto dei grandi numeri difensivi, in B se sei il Cagliari vai a lottare su tutti i campi perchè tutti ti affrontano con il coltello tra i denti»

ULTIMO GOL AL SANT’ELIA – «Come faccio a dimenticarlo? Contro il Milan. A volte pensi che il destino ci metta del suo, sembrava scritto. Ci ero già andato vicino ma l’ho fatto all’ultima giorntaa»

GOL DI LUVUMBO – «Credo nel destino ma poi le cose non cascano dal cielo come nulla fosse, devi andare a prendertelo»

PASSATO – «Mi manca essere calciatore ma fisicamente no perchè ho dovuto prendere molti farmaci per il ginocchio, nel mio periodo a Cagliari»

PUBBLICO – «Infuoca un po’ questa partita, sentirli vicino è importantissimo ma allo stesso modo devi saper reggere queste pressioni. Conosco i ragazzi, le sanno reggere certe pressioni, i tifosi saranno una spinta in più»

EMOZIONI – «Cagliari Juve, perchè in 8 minuti abbiamo fatto 4 gol. Avevo 4 ragazzi sulle gambe. Io sono subentrato con la squadra che aveva fatto pochi punti nel recente periodo. Vedendoli sulle gambe li ho invitati ad alzarsi, gli ho detto che l’avremmo ripresa ed i ragazzi si sono superati»

RAPPORTO – «Da giocatore preferivo un rapporto umano e quello che volevo cerco di trasmetterlo ai ragazzi. Se ci siamo salvati è perchè con dei discorsi coerenti gli sono entrato dentro. Ai giovani non devi mai mentire, più che con i grandi. Non mi piaceva quando mi dicevano due volte perchè non avrei giocato, una volta è rispetto e due no»

PARMA – «Magari al sogna anche la notte, non dobbiamo giocarla in settimana ma direttamente sabato. Mi ricordo che sognavo di notte di aver segnato prima della partita contro la Fiorentina. Le partite vanno pensate una alla volta ma quando si vince con il Venezia, squadra fortissima, le partite poi le guardi da un altro punto di vista»

NANDEZ – «Nahitan vive con tutto se stesso la partita. Quando c’è da fare la lotta lo vuoi sempre al tuo fianco. Lui si è legato tantissimo a Cagliari, non sei tu a scegliere la Sardegna, è lei che ti sceglie. In questo momento è più aperto ma da subito sembrava che stesse con noi da un anno, quando era appena arrivato. Prima era più introverso»

NUOVO PERCORSO – «Le responsabilità sono diverse ma ci sono. Io approccio come da calciatore: sacrifici e rinunce che ti fanno raggiungere i tuoi obbiettivi. Negli ultimi mesi ho passato dalla mattina alla sera ad Asseminello, pure i miei figli l’hanno notato»

NUOVO BARELLA – «C’è uno che potrebbe far parlare molto di se. Nico è nico, si vedeva già ai tempi il potenziale. Sempre detto che potesse giocare su questi livelli»

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