Pisacane: «Un orgoglio segnare oggi al Sant’Elia»

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Continua la favola di Fabio Pisacane. Grazie al suo gol, il primo in A, i rossoblù hanno superato il Milan di Montella

Primo gol in Serie A e vittoria al fotofinish contro il Milan all’ultima al Sant’Elia per Fabio Pisacane. «Quando Joao Pedro ha calciato la punizione sapevo già come sarebbe andata a finire, la mia storia parla per me», una favola quella scritta dal difensore rossoblù, intervenuto in sala stampa al termine del match. «È stato un anno incredibile – continua il classe ’86 – ho consigliato a Joao di tirare sopra la barriera e sono andato a piazzarmi in quella zona. Le belle favole hanno un lieto fine, il mio gol chiude un cerchio. Farlo nell’ultima partita del Sant’Elia è motivo di orgoglio. Non conta il nome che porti sulle spalle ma lo stemma che hai sul petto della maglia. Ormai dopo la traversa di Reggio non ci speravo più, ma oggi quando stava arrivando il pallone sembrava che qualcuno mi spingesse verso la porta. Perfino mio padre, che non mi chiama mai il giorno della gara, stamani mi ha detto che avrei segnato».

FUTURO E RASTELLI – «Il futuro? Ho combattuto per giocare in Serie A, da terzino ho sopperito ai miei limiti col cuore ma nasco come centrale e quando sono tornato lì in mezzo si è visto. Oggi sono felice perché chi mi ferma per strada oggi apprezza anche le gare giocate da terzino. La condizione atletica adesso è perfetta, forse dover correre come terzino ha aiutato: potrei iniziare oggi un nuovo campionato. Rastelli? È la prima volta che seguo un allenatore e questo ha avuto delle conseguenze perché a volte le critiche verso di lui passavano attraverso di me. Meno male che sono forte mentalmente e sono andato avanti. Il mister ha detto più volte che il suo desiderio sia rimanere a Cagliari, deciderà la società ma ora è solo il momento di festeggiare». Nel finale spazio anche per un commento su Tachtsidis, oggi suo compagno di reparto al centro della difesa. «È un gran giocatore, non mi ha spaventato sapere che oggi avrei giocato accanto a lui anche se cambiare ruolo è sempre tosta».

Dichiarazioni raccolte dal nostro inviato Sergio Cadeddu

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