Piras: «Un onore succedere al Cagliari del ’70»

gigi piras
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Il Cagliari post scudetto porta in bella vista il nome di Gigi Piras, che negli anni successiva sarebbe diventato bomber e bandiera rossoblu

Dallo scudetto al lento declino, che portò alla crisi di metà anni ’80. L’emblema di una storia che, come tutte, ha vissuto alti e bassi. Dopo le parole di Albertosi e Tomasini, è toccato a Gigi Piras affidare i suoi ricordi rossoblu ai canali del club. Nome, ruolo e non solo. Gigi Piras ereditò il testimone di Riva: «Non era facile, ho avuto la fortuna di allenarmi al suo fianco, di poter ammirare il suo sinistro pazzesco alla fine di ogni seduta. E poi di averci a che fare quando è diventato dirigente. Per noi che venivamo dopo quel fantastico squadrone non era semplice, ma fu un onore e una motivazione enorme. Fui in qualche modo adottato da quei campioni, quasi tutti rimasero per parecchi anni dopo il trionfo del ’70. Avevamo grande voglia di arrivare: io e Pietro Virdis venivamo da famiglie numerose, contesti simili, ci trovammo a meraviglia a livello umano e tecnico».